|
News |
| Attualità |
| Arte e cultura |
| Salute |
| Scienze |
| Storia |
| Scuola e lavoro |
| Spazio |
| Tecnologia |
| Viaggi e turismo |
| Società |
| Atlantide |
| Solar House |
|
I nostri prodotti |
| Libri |
| di Giuseppe Fortunati |
|
Narnia e Narni |
| Gadget |
![]() |
![]()

|
|
|
Spazio - 2008
Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / |
|
Le
foto della sonda Messenger “riscaldano” gli scienziati 05.07.08 - Il più piccolo pianeta del sistema solare, Mercurio, si è riproposto in questi ultimi mesi come un vero “strizzacervelli” per gli scienziati che lo hanno in consegna e che lo stanno osservando da decenni. Quando la sonda “Mariner 10” della Nasa lo sorvolò per la prima volta nel lontano 1974 e nel 1975, e spedì verso la Terra le prime immagini della sua superficie, gli scienziati si trovarono di fronte al rompicapo di una scogliera chiamata “Scarps” alla quale si poteva applicare ogni teoria geologica. Una particolarità che spinse gli scienziati a ritenere che la superficie del pianeta avesse subito nel tempo una gigantesca contrazione. Ora, le ultime immagini della superficie di Mercurio scattate dalla sonda Messenger (Nasa), confermano che la crosta del pianeta sia stata deformata. In realtà, il pianeta sembra essersi ridotto rispetto al passato. Anzi, spiegano gli scienziati questa fase della sua riduzione pare che sia ancora in atto. La nuova ipotesi viene sorretta da un’analisi delle immagini scattate dalla sonda il 14 gennaio scorso quando “sfiorando” il pianeta fotografò circa il 20% della superficie invisibile alle telecamere del “Mariner 10”, oltre trent’anni fa. QUESTO STRANO COMPORTAMENTO DI MERCURIO secondo gli scienziati dovrebbe essere determinato dalla presenza al suo interno di un nocciolo fuso che si raffredda e si contrae nel tempo. Questa interpretazione può risolvere un dibattito che ha imperversato in questi ultimi decenni attorno al campo magnetico del pianeta ...
|
|
Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / |
|
|