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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7
 Marzo 1997  

 
 
 
 

Spazio - Articoli 2007  
 

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Gli strumenti del satellite immersi a –273 gradi per non “auto-abbagliarsi” 
L’Universo senza stelle del telescopio Planck
Gli scienziati si aspettano nuove conoscenze e la conferma della forma piatta. Resterà aperta la questione di fondo: il cosmo è finito o infinito?

10.02.07 - Il nuovo gioiello dell’Esa (Agenzia spaziale europea) è stato presentato di recente ai giornalisti della stampa specializzata e non convocati negli stabilimenti di Alcatel Alenia Space, a Cannes. Stiamo parlando di Planck, il nuovo satellite che avrà il compito di studiare le origini dell’Universo, ossia le caratteristiche della radiazione cosmica di fondo, che è una conseguenza della nascita stessa dell’universo. 

Secondo la teoria del Big Bang, una frazione di secondo dopo la sua creazione l’Universo era costituito da un brodo di particelle e di radiazione elettromagnetica in equilibrio: qualsiasi luce venisse emessa, veniva subito riassorbita dalla materia. L’universo era completamente opaco. Ma espandendosi, l’universo si è andato anche progressivamente raffreddando, fino a quando non è divenuto trasparente alla radiazione che lo costituiva, poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang. La radiazione che Planck studierà è proprio quella emessa quando l’Universo è divenuto trasparente: figlia diretta, dunque, dell’espansione progressiva dell’universo e del suo progressivo raffreddamento. Dopo un viaggio di 13 miliardi di anni, ci porta una precisa informazione sulla temperatura, dell’universo nell’istante in cui è stata rilasciata. Planck si inserisce in una linea di ricerca che già ha fruttato diversi premi Nobel per la fisica, tra cui quello assegnato lo scorso anno a due statunitensi, John C. Mather e George F. Smoot, per i risultati ottenuti con il primo satellite dedicato allo studio della radiazione cosmica di fondo ...  

 

 

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