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A Torino, il comitato di redazione del quotidiano ha giudicato “assolutamente irricevibile e anche offensivo” il piano di ristrutturazione proposto dall'editore che prevede 19 esuberi su un corpo redazionale di 53 elementi compresa la figura del Direttore. “La linea scelta dal Gruppo - è precisato in un comunicato pubblicato ieri sul quotidiano sportivo - metterebbe fortemente a repentaglio il posto di lavoro di tutti i redattori di Tuttosport e non solo dei 19 in esubero, in quanto sarebbe foriera di un depauperamento del prodotto che verrebbe stravolto nei contenuti. La linea stessa non è certamente motivata da un solo bilancio chiuso con un passivo di 540mila euro, riferito all'anno 2008, a fronte di otto bilanci, invece, in attivo che al nostro editore hanno fruttato quasi 18 milioni di euro”. La redazione del quotidiano, inoltre, ha affidato al Cdr un pacchetto di 10 giorni di sciopero e ha ritirato a tempo indeterminato le firme dal giornale. Dal canto suo la Nes, società editrice di Tuttosport, precisa che la “la crisi non è solo aziendale ma dell'intero settore della stampa” e, sottolinea, “non può essere rimossa con affermazioni di principio e preconcette. L'Editore ha mostrato anche in passato di avere operato per la continuità, lo sviluppo del giornale e la salvaguardia dell'occupazione sostenibile, che restano i suoi obiettivi”.
Diversa, ma sempre critica la situazione della
Padania. Qui la cassa integrazione che riguarda undici giornalisti, dei 37
totali della redazione, e che dura da due anni, scade a settembre. L'azienda ha
già fatto sapere che non è in condizione di reintegrarli. Così ai redattori in
Cigs non restano che due opzioni: usufruire della mobilità di 18 mesi, oppure
licenziarsi e avere diritto all’indennità di disoccupazione per 24 mesi. La
trattativa sindacale, fa sapere il Cdr in un comunicato, prosegue ma le
soluzioni alternative sembrano essere praticamente nulle.
La nota di Heos.it.
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