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Il settimanale Time attacca i giornali italiani: «Inaffidabili»

25.08.09 - In un Paese dove il primo ministro controlla le tv, solo una persona su dieci compra un quotidiano, contro una su cinque negli Stati Uniti e tre su cinque in Giappone, osserva Stephan Faris, citando i dati della World Association of Newspapers. «Agli italiani, a quanto pare, non interessa leggere le notizie».

«I giornalisti italiani sembrano scrivere l'uno per l'altro, per i politici o per il piacere di leggere la loro prosa. Non è cambiato molto – si legge sul Time - da quando 50 anni fa il giornalista politico Enzo Forcella dichiarò che i giornali italiani sono scritti solo per 1.500 lettori: ministri, parlamentari, leader di partito, capi sindacali e industriali».

Si è molto parlato del fatto che Silvio Berlusconi controlla la televisione italiana, ma anche «la stampa scritta ha il suo conflitto di interessi», osserva Faris.

Il gruppo Fiat – scrive – ha partecipazioni di controllo nei quotidiani Corriere della Sera e La Stampa. La Repubblica è di proprietà di Carlo De Benedetti, «rivale di Berlusconi, con interessi nell'energia, nell'automobile e nella sanità». Il Sole 24 Ore appartiene alla principale lobby industriale del Paese (Confindustria, ndr). Oppure L'Unità nato come organo del Pci continua a fare l'organo di qualcosa, oppure i direttori dei giornali di Berlusconi che fanno l'organo del premier e giù fino ai giornali di provincia.

Il Time ricorda che in giugno, Berlusconi invitò le imprese a non dare pubblicità ai giornali «che cantano la canzone dell'insoddisfazione e della catastrofe», alludendo ai giornali che pubblicano le salaci vicende della sua vita personale.

In Italia, conclude l'articolo del Time, «gli editori che vogliono salvare i loro giornali potrebbero cominciare col soddisfare la fame dei lettori».

Al Time hanno ragione. Il giornalismo in Italia è fatto più da impiegati giornalisti ben pagati con laute prebende, che non da giornalisti. Aggiungiamo. Nel nostro paese, stante l'attuale sistema legislativo, basta un avvocato in cerca di pubblicità per trascinare in tribunale il giornalista, il direttore e l'editore in cause infinite che possono durare tranquillamente decine d'anni.

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997