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Ora andiamo ad esaminare da vicino cos’è questo
famoso "uno contro uno".
Pensate: si confrontano due avversari, un attaccante
e un difensore. L’attaccante cammina in avanti con tronfia alterigia, il
difensore deve camminare all’indietro piegandosi come uno schiavo. L’attaccante
vede dove deve andare, il difensore non ha occhi dietro la testa e non vede i
blocchi malvagi. L’attaccante sa dove vuole andare, il difensore subisce le
scelte dell’attaccante. L’attaccante possiede il supremo bene del pallone. Il
difensore può solo sperare di rubare quel pallone. Quale somma ingiustizia si
perpetra nell’”uno contro uno del basket”! . Verrebbe da gridare con Carlo Marx:
“Difensori di tutto il mondo unitevi”. E infatti più o meno avviene questo che i
difensori sommano le loro forze per contrastare lo strapotere dell’attacco. Per prima cosa il difensore impara a muoversi all’indietro, contenendo l’attaccante non con il semplice camminare all’indietro, ma sviluppando una tecnica speciale detta “scivolamento difensivo”, mediante la quale il difensore contiene, arretra e non perde equilibrio contro il procedere dell’attaccante. In secondo luogo il difensore studierà le caratteristiche dell’attaccante e sceglierà di consentirgli di fare la cosa che fa peggio e non quella che fa meglio, ad esempio palleggiare con la sinistra se è destro, negandogli il lato destro. Così facendo otterrà anche di dimezzare la capacità di scelta dell’avversario . Il buon difensore obbliga l’avversario a fare le cose che ama di meno. Infine il difensore incanalerà l’attaccante in un luogo preciso della metà campo difensiva, dove farà scattare una trappola: un suo compagno difensore lascerà il diretto avversario per andare a raddoppiare, cioè intrappolare l’attaccante con palla, mentre gli altri difensori si prepareranno ad intercettare il passaggio di uscita dalla trappola che sarà un passaggio spesso difficoltoso. Se riusciranno nel loro intento, i difensori conquisteranno la palla e diventeranno dei felici attaccanti lanciati in contropiede. Dunque dallo sport e dal basket in particolare viene questo grande insegnamento: una situazione di crisi estrema come quella del difensore nel basket, può stimolare la creatività e l’innovazione ad uscirne fino a trasformare quella che era una grave crisi in una nuova opportunità vincente.
Spero di non avervi annoiato, ma questo è il nucleo
in cui si concentrano tutte le logiche dello sport di squadra. Che procede in
modo dialettico. Un allenatore insegna un certo tipo di attacco ed ha successo.
Gli allenatori avversari cercano un sistema per frenarlo. Uno di essi ci riesce
e tutti gli altri si adeguano. Ora però la soluzione difensiva trovata per
fermare quel certo attacco, stimola a sua volta gli allenatori ad aggiungere una
novità al loro sistema di attacco per aggirare le soluzioni trovate dalla
difesa. A questo punto la difesa a sua volta reagisce con qualcosa di nuovo e
siamo di fronte all’evoluzione dello sport, che, come dice coach Darwin del
Galapagos Island College, cambia continuamente per adeguarsi alle avversità,
sopravvivere e trionfare sulla sfiga. Vedi http://ilvate.basketcoach.net/pagina/home
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