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Dal Corriere della Sera
31 gennaio 2009


A causa della riammissione, in seno alla Chiesa cattolica, dei vescovi lefebvriani, tra cui Williamson, Yitzhak Cohen, ministro israeliano per gli affari religiosi al governo non ha dubbi.
«Rompere i rapporti con il Vaticano»



ROMA - Rompere i rapporti con il Vaticano. È questa la raccomandazione che il ministro israeliano per gli Affari religiosi Yitzhak Cohen ha rivolto al suo governo. A riferirlo è stato lo stesso Cohen in un'intervista al settimanale tedesco «Der Spiegel on line», nella quale ha minaccia appunto la rottura dei rapporti diplomatici tra Israele e Vaticano. 

I MOTIVI - L'esponente israeliano ha riferito alla testata tedesca di aver raccomandato al suo governo «di rompere completamente i rapporti con una Corporazione (il Vaticano, ndr) nella quale sono presenti membri negazionisti dell'Olocausto e antisemiti». Cohen si riferisce alla riammissione, in seno alla Chiesa cattolica, dei vescovi lefebvriani, tra cui il britannico Richard Williamson, che nega l'esistenza delle camere a gas naziste e l'uccisione di milioni di ebrei.

IL RABBINO DI FRANCIA - E anche il nuovo Grande rabbino di Francia, Gilles Bernheim è critico nei confronti del Vaticano: «Come il Papa poteva ignorare il negazionismo di mons. Williamson?». Gilles Bernheim, 56 anni, che da domenica prenderà ufficialmente il posto di Joseph Sitruk in una cerimonia alla grande sinagoga di Parigi, in una intervista al quotidiano Le Monde, dice di avere «diverse domande» al papa «senza risposte». «Se la revoca della scomunica - chiede ancora Bernheim - è un invito alla riconciliazione, come riconciliarsi con chi si è escluso dalla cristianità con le sue dichiarazioni?». «Come dialogare con quest'altro che vede nella negazione della Shoah una opinione personale, e cosa succederà se i quattro vescovi non più scomunicati continueranno a rifiutare il Vaticano II e Nostra Aetate, la dichiarazione adottata nel 1965 dal Concilio Vaticano II che afferma il legame storico tra il giudaismo e il cristianesimo?». Queste domande - dice Bernheim - «mi preoccupano. Come molti cristiani ed ebrei aspetto delle risposte chiare».

IL CARDINALE DI LIONE- Le critiche dalla Francia per il Vaticano non si fermano a Bernheim. Le scuse presentate al papa dal vescovo lefebvriano Richard Williamson sono «del tutto insufficienti» anche per cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, secondo il quale «non corrispondono a quelle espresse dal suo superiore che aveva detto «Chiedo perdono al papa e a tutti quelli feriti da queste dichiarazioni». Non c'è stata alcuna ritrattazione». Mons. Barbarin, intervistato sabato mattina dalla radio francese Rtl, ha definito le dichiarazioni negazioniste «pietose, scandalose e rivoltanti, per gli ebrei come per i cattolici». 

Corriere della Sera
31 gennaio 2009 

 


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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997