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Società Aperta. http://www.societa-aperta.org/  http://www.terzarepubblica.it/ 

Riduciamo i costi della politica
Perché abolire le province

Sono Enti Inutili in quanto le stesse funzioni possono essere svolte da altri Enti già esistenti senza alcuna necessità degli attuali i costosi organi elettivi provinciali.

Dovevano essere soppresse alcuni decenni fa con la istituzione delle Regioni a statuto ordinario che di fatto andavano a coprire del tutto le funzioni avute fino a quel momento dalle Province. 

Sono Enti Dannosi: a) per i costi diretti necessari al mantenimento della struttura di tali Enti (si stima un risparmio di almeno 2 mld di euro anno garantendo comunque il posto di lavoro degli attuali dipendenti in altri Enti); b) per i costi indiretti che causano, in quanto spesso comportano una pluralità di passaggi burocratici, con relativi costi istruttori e ritardi, legati anche alla necessità di giustificare in qualche modo la propria esistenza. 

Perché è urgente

Le province sono diventate, usando un paragone forte, un tumore ormai in metastasi, che se non viene fermato immediatamente porta a morte l’organismo che le ospita. Attualmente sono 107 geografiche e 104 amministrative; pur già aumentate notevolmente negli ultimi anni, l’istituzione di altre 26 è già stata formalmente richiesta e ci sono proposte in itinere per molte altre. La loro istituzione comporterebbe ulteriori costi non previsti per i cittadini di decine di milioni di euro poiché lo Stato dovrebbe farsi carico delle risorse per la loro istituzione.

Vademecum per la raccolta firme a sostegno della legge 
di iniziativa popolare per la soppressione delle province

 L’esercizio dell’iniziativa legislativa popolare, di cui all’articolo 71, secondo comma, della Costituzione è disciplinato: • dagli artt. 48 e 49 della Legge 25 maggio 1970, n.352 • dagli artt. 7 e 8 della medesima legge • dall’art. 14, comma 1, della legge 21 marzo 1990, n.53 La presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare alla Cancelleria della Corte di Cassazione è stata espletata a livello centrale. In quella sede, è stato redatto apposito verbale di presentazione e si è provveduto alla pubblicazione dell’annuncio dell’iniziativa nella Gazzetta Ufficiale n°58 del 8 marzo 2008. Vidimazione dei moduli Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i moduli per la raccolta delle firme, che saranno spediti a ciascun punto raccolta, andranno vidimati.

La vidimazione dei moduli va effettuata prima della raccolta delle firme presso: - il Segretario comunale - il dirigente della Cancelleria del Tribunale - la Corte d’Appello Gli uffici riconsegneranno i moduli entro 48 ore dalla presentazione. Sarà opportuno contattare anticipatamente e di persona gli uffici delegati per sapere di preciso dove recarsi e per concordare in anticipo tempi e modalità dell’operazione. Sarà forse necessario, infatti, consegnare i moduli a scaglioni per rendere possibile la vidimazione del quantitativo necessario. I fogli vidimati possono essere utilizzati per la raccolta solo all’interno dell’ambito territoriale di competenza dell’Ente che li ha vidimati.

Per questa ragione sarà preferibile provvedere alla vidimazione dei moduli presso le Corti d’Appello (che hanno giurisdizione su un territorio vasto, in alcuni casi regionale) che possono essere utilizzati all’interno di tutto il territorio di competenza. Non bisogna sottovalutare l’ipotesi di recarsi anche presso le Segreterie comunali, dove depositare, in particolare per le grandi città, un numero importante di moduli, onde evitare di “ingolfare” le Corti d’Appello. 

E’ importante ricordare che qualora vengano a mancare il bollo dell’ufficio, la firma del funzionario o la data, i fogli sono nulli così come le firme in essi contenute. Non sono validi i fogli che siano stati vidimati sei mesi prima della presentazione della proposta di legge alle Camere. 

Raccolta delle firme 

La raccolta firme può essere fatta: 

A) lasciando i fogli vidimati presso le segreterie comunali e le cancellerie degli uffici giudiziari, sapendo però che in tal caso le firme raccolte saranno poche;

 B) promuovendo la raccolta delle firme con apposite iniziative (banchetti, iniziative pubbliche, ecc.); in tale caso, è richiesta la presenza del Pubblico ufficiale con potere di autentica di firma, che dovrà indicare nello spazio appositamente riservato, nella parte inferiore dell’ultima pagina del modulo, la propria dichiarazione di autenticità delle firme. Sarà necessario chiedere la preventiva autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico al Comune (in carta semplice una settimana prima dell’iniziativa) specificando luogo, spazio richiesto, data, durata e scopo (che nel nostro caso è “raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la soppressione delle Province nazionale”); 

C) porta a porta tra amici, parenti e conoscenti, nei luoghi di lavoro. Al momento della raccolta delle firme, mediante una delle iniziative di cui ai precedenti punti, bisognerà identificare chi firma mediante un valido documento di identificazione (Carta d’identità, Passaporto o Patente). Il nome e il cognome andranno scritti a stampatello con calligrafia chiara e leggibile nello spazio apposito e, sempre nello spazio apposito, andranno anche trascritti, luogo e data di nascita e comune di iscrizione nelle liste elettorali, che eccetto alcuni rari e specifici casi, è quello di residenza (per i cittadini italiani residenti all’estero la loro iscrizione nelle liste elettorali dell’anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all’estero). Quindi, bisognerà fare apporre, anche qui nell’apposito spazio, la firma del cittadino nei rispettivi riquadri numerati in ordine progressivo. Possono essere proponenti della proposta di legge tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali e coloro che siano muniti di una sentenza di accoglimento di ricorso avverso le decisioni delle commissioni elettorali.

 Autenticazione delle firme 

Una volta che il modulo è stato completato totalmente, o parzialmente (barrando con un tratto di penna la parte rimasta vuota), le firme dovranno essere autenticate da uno dei seguenti soggetti: i Notai, i Giudici di pace, i Cancellieri e i collaboratori delle Cancellerie delle Corti d’appello e dei Tribunali, i Segretari delle procure della repubblica, i Presidenti delle province, i Sindaci, gli Assessori comunali e provinciali, i Presidenti dei Consigli comunali e provinciali, i Presidenti e Vice Presidenti dei consigli circoscrizionali, i Segretari comunali e provinciali, i funzionari incaricati dal Sindaco e dal Presidente della provincia nonché i Consiglieri comunali e provinciali che abbiano comunicato la propria disponibilità al Sindaco o al Presidente della provincia. Per i cittadini residenti all’estero l’autenticazione è fatta dal Console d’Italia competente. 

L’autenticazione deve recare l’indicazione della data in cui avviene. Essa può anche essere collettiva, cioè riferita a tutte le firme che ciascun foglio contiene; in questo caso oltre alla data, l’autenticazione deve indicare anche il numero di firme contenute nel foglio. Il pubblico ufficiale può altresì dare atto della manifestazione di volontà del cittadino analfabeta o comunque impedito ad apporre la firma. È inutile ricordare che, se manca l’autenticazione, le firme sono nulle. 

Per l’autenticazione collettiva si invitano le strutture a concordare in loco con i pubblici ufficiali le forme, nel rispetto delle leggi, più idonee per favorire la stessa. Si ricorda che i soggetti di cui sopra, indipendentemente dal Comune di iscrizione elettorale del cittadino, hanno il potere di autenticare le firme soltanto nel territorio di competenza dell’ufficio cui appartengono. Ai fogli recanti le firme autenticate devono essere allegati, a cura dei promotori, i certificati, anche collettivi, di iscrizione nelle liste elettorali dei cittadini firmatari (o di iscrizione nell’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero). La certificazione può anche essere scritta in calce al foglio che contiene le firme e deve recare chiaramente l’autorità comunale che vi provvede, la data in cui avviene e deve essere completata con il bollo dell’ufficio. I sindaci devono rilasciare tali certificati entro 48 ore dalla relativa richiesta. 

Nel caso di certificazione collettiva, la più veloce e quindi auspicabile, le firme contenute nel modulo devono essere di cittadini iscritti nelle liste elettorali dello stesso comune. L’autenticazione andrà effettuata collettivamente foglio per foglio, indicando il numero delle firme contenute in ogni singolo foglio. Dal punto di vista pratico è fondamentale che ciascun modulo da autenticare e certificare contenga firme di residenti di UN SOLO comune.

 

 

Raccolta ed invio moduli I moduli firmati e già provvisti dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali dei cittadini firmatari dovranno essere inviati presso il centro raccolta nazionale istituito presso Giuseppe Vando c/o SOCIETA’ SEPI – via Luigi Settembrini 9 – 00195 ROMA. 
Info.  lorenzo.furlan@aboliamoleprovince.it  Lorenzo Furlan tel. 339-4084359

www.aboliamoleprovince.it 

http://www.societa-aperta.org/   http://www.terzarepubblica.it/ 

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Ci sono possibilità che il Parlamento abolisca le province? No. Non esiste questa possibilità. Sottobanco tutti i partiti politici sono d'accordo nel mantenere le province perché rappresentano un formidabile mezzo per  occupare il mercato attraverso consorzi, partecipate, enti di varia natura che a loro assicurano laute entrate, e un posto fisso a quanti fanno politica di mestiere. Non è tutto. Attualmente l'unico partito che difende l'ente provincia alla luce del sole è la Lega. In futuro, molto probabilmente, assisteremo ad un ulteriore proliferare delle province.(Heos)

 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997