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E.ELT: sarà il più grande occhio sull’Universo
28.01 - Nel deserto di Atacama (Cile) sarà costruito il più grande telescopio ottico del mondo. Una “cattedrale” della scienza in pieno deserto cileno. Questo sarà l’European-Extremely Large Telescope (E-ELT), il telescopio ottico-infrarosso più grande al mondo che verrà realizzato entro una decina d’anni dall’European Southern Observatory (ESO) nel deserto di Atacama sulle Ande cilene, in località Cerro Amazones, a 3.060 metri di quota. La sua progettazione e realizzazione, ai limiti delle attuali capacità tecnologiche, vedono coinvolti una quindicina di Paesi membri dell’ESO tra i quali l’Italia. La spettacolarità del progetto e gli scenari che il “super-telescopio” potrà aprire nella sempre più profonda osservazione dell’universo sono stati al centro di un incontro pubblico, imperdibile per astrofili e amanti che si è tenuto alla SISSA di Trieste. Con il contribuito di immagini e ricostruzioni virtuali, gli astrofisici Annalisa Calamida e Stefano Cristiani, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), hanno spiegato le caratteristiche più interessanti e innovative del telescopio e le implicazioni per gli studi astronomici che deriveranno dalla sua messa in opera. E-ELT è un telescopio della classe 40 metri, quasi la metà di un campo da calcio. Grazie a un sistema di 5 specchi, di cui il maggiore di quasi 40 mt di diametro formato da un alveare di circa mille specchi esagonali da 1,4 mt ciascuno. Per la sua imponente struttura riuscirà a raccogliere una quantità di luce 15 volte maggiore rispetto a quella raccolta dai telescopi più all’avanguardia della classe di 8-10 metri, attualmente in uso. Alla dimensione straordinaria degli specchi si uniscono le innovative tecnologie, come l’ottica adattiva di ultima generazione. Un sistema quest’ultimo che permette la correzione della sfocatura delle immagini stellari introdotta dalla turbolenza atmosferica. La nostra conoscenza dell’astronomia e dell’astrofisica si amplierà enormemente grazie al contributo di E-ELT, che studierà gli oggetti più distanti, dalle prime galassie ai buchi neri super-massicci. Riusciremo a comprendere come si siano formate le prime stelle e come si siano evolute. E-ELT scruterà il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra e potenzialmente abitabili. Studiandoli nel dettaglio, avvicinerà gli astronomi a una migliore comprensione delle prime fasi della formazione di sistemi planetari, contribuendo a dare risposta alla antichissima domanda: “Siamo soli nell’universo?”. (Red) Info http://www.eso.org Redazione online Heos.it |
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