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sito Scienze Rischio infarto Trovati i marcatori genetici 22.12 - Scoperti i marcatori genetici che identificano i soggetti a rischio di formazione di emboli e di infarto. I risultati, pubblicati sul sito della rivista Blood, potrebbero fornire potenziali obiettivi terapeutici per la cura delle malattie cardiovascolari. La coronaropatia è la più comune forma di malattia che interessa il cuore ed è un'importante causa di morte prematura. Alison Goodall dell'Università di Leicester e Willem Ouwehand dell'Università di Cambridge e del National Health Service Blood and Transplant (NHSBT), insieme ai loro colleghi, hanno studiato i nuovi geni che regolano le piastrine, le piccole cellule del sangue che si uniscono a formare un coagulo di sangue. Il loro scopo era quello di scoprire cosa rende queste cellule più vischiose in alcuni soggetti rispetto ad altri. «Sappiamo da tempo che l'attività delle piastrine e la formazione di coaguli varia da persona a persona - ma adesso abbiamo identificato alcune delle ragioni genetiche per cui questo avviene», ha detto al Cordis, il professor Goodall, autore principale dell'articolo. Il professor Ouwehand, dal canto suo, ha sottolineato che la ricerca ha scoperto una nuova molecola che ha un ruolo importante nelle piastrine. Studi su un gran numero di pazienti del servizio sanitario nazionale (inglese) che hanno avuto un infarto e soggetti di controllo sani suggeriscono che le differenze genetiche del gene per questa proteina modifica leggermente il rischio di coaguli di sangue. «Questo tipo di studio ci aiuterà a chiarire la complessa questione del perché alcune persone hanno un rischio maggiore di avere un infarto rispetto ad altre. Un giorno questo tipo di ricerca potrebbe portare a una nuova generazione di farmaci per ridurre il rischio di questa devastante malattia» ha sottolineato con forza Ouwehand.
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