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Progetto
italo-ucraino per la sicurezza in orbita terrestre
04.04.09 - Lo scontro frontale avvenuto nello spazio lo scorso febbraio tra un satellite americano e uno russo ha lasciato in orbita, come è noto, una scia di detriti. Ora i radioastronomi dell’INAF, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) sono riusciti a individuarne alcuni frammenti grazie a una sorta di «super-radar»: due radiotelescopi, uno a Evpatoria, la più grande città portuale sul mar Nero dell’Ucraina, e uno in Italia, utilizzati rispettivamente come trasmettitore e come ricevitore. Hanno perlustrato per ben due ore il luogo dell’incidente alla ricerca di sei frammenti, fino a che non sono riusciti a rinvenirli tutti. Questa volta, però, non si tratta della Polstrada, bensì dei ricercatori dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna e dell’Osservatorio Astronomico di Torino, entrambe strutture dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica). E il «sinistro» che hanno osservato non ha avuto luogo qui sulla Terra: è quello avvenuto il 10 febbraio scorso, a 800 chilometri sopra le nostre teste, quando il satellite americano Iridium 33 e quello russo Cosmos 2251 sono entrati in collisione. Dando origine al primo «scontro spaziale» tra due satelliti artificiali, nonché a una pericolosissima scia di frammenti di svariate dimensioni. L’occasione ideale, quindi, per mettere a punto un progetto italiano per il monitoraggio ...
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