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Scienze - Articoli 2008 Testo
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01.11.08 - Individuata per la prima volta la concreta possibilità di rimediare alla perdita cellulare che sta alla base di malattie neurodegenerative acute (ictus o il trauma cerebrale) e croniche come la sclerosi multipla e il morbo di Alzheimer. La scoperta si basa sulla possibilità di sfruttare la capacità del cervello di auto-ripararsi reclutando cellule progenitrici immature, simili alle cellule staminali e ancora presenti nel cervello adulto, e “indirizzandole” a generare nuove cellule nervose. I ricercatori hanno osservato che dopo una lesione ischemica cerebrale alcune cellule circostanti alla zona lesa emettono una sorta di segnale di allarme che induce altre cellule ad attivarsi con finalità riparative. Il segnale di danno viene recepito solo da cellule che possiedono un certo recettore, chiamato GPR17. ALCUNE DI QUESTE CELLULE reagiscono alla lesione producendo un’infiammazione locale, che inizialmente ha finalità difensive ma che finisce per contribuire alla distruzione definitiva della zona lesionata. Immediatamente dopo, cellule immunitarie attivate dal segnale di danno migrano all’interno della lesione per rimodellarla e favorire la formazione di nuovi circuiti cerebrali. Al tempo stesso, cellule progenitrici immature presenti nel tessuto cerebrale vengono attivate proprio attraverso la stimolazione del recettore GPR17 ed iniziano il percorso differenziativo che potrà portarle a generare nuove cellule nervose. «Si tratta di progenitori immaturi simili alle cellule stami ...
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