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Scienze - Articoli 2008 Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / anno |
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Francia.
Una teoria spiegherebbe alcune anomalie 20.09.08 - Gli avvenimenti della storia producono sempre conseguenze di lungo termine. Dall’antichità possono arrivare fino ad oggi. E ciò accade sempre più spesso quando ci sono di mezzo i geni e il DNA. In questo contesto sembra che l’impero Romano abbia lasciato un’eredità che potrebbe ancora avere conseguenze nell’Europa del XXI secolo. Ecco che stanno evidenziando alcuni ricercatori francesi. Gli abitanti delle terre conquistate dai romani sarebbero più esposti al rischio di HIV. Questa teoria potrebbe spiegare il motivo per cui un gene che conferisce resistenza all’ HIV ha una presenza variabile all’interno del vecchio continente. Il gene in questione codifica una proteina recettore chiamata CCR5. Il virus HIV si lega al recettore prima di entrare nelle cellule. Una variante del gene, denominato CCR5-Delta32, produce un recettore a cui l’HIV non si può legare, impedendo in questo modo al virus di entrare nelle cellule. Le persone con questa variante pertanto hanno una certa resistenza al virus HIV e impiegano più tempo a sviluppare l’AIDS. ¦SOLO LE PERSONE DELL’EUROPA e dell’Asia occidentale portano la variante, e il loro numero diventa sempre inferiore man mano che ci si sposta verso sud. Per esempio, più del 15 per cento delle persone in alcune zone del Nord Europa porta il CCR5-Delta32, a confronto con meno del 4 per cento dei greci. Non è chiaro il motivo di questa situazione, dal momento che la pandemia di HIV - che ha avuto inizio nei primi anni 1980 - è troppo recente per avere influenzato la distribuzione della variante. Tuttavia, la variazione della frequenza della variante ricalca esattamente la modifica dei confini dell’Impero Romano dal 500 aC al 500 dC, sostiene Eric Faure, dell’Università di Provenza a ...
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