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Scienze - Articoli 2008 Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / anno |
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Obiettivo:
riprodurre le condizioni d’origine dell’Universo 13.09.08 - È iniziata la caccia alla particella primigenia dell’Universo, il bosone di Higgs la particella elementare (spiega perché c’è la massa) prevista dal modello standard della fisica delle particelle. Finora non è mai stata osservata. L’obiettivo è creare condizioni simili a quelle che si sono verificate nel periodo immediatamente successivo al Big Bang. Dopo 12 anni di lavori, alle 10.27 di mercoledì 10 settembre all’interno dell’anello circolare lungo 27 chilometri dell’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider) situato nei laboratori europei del CERN di Ginevra (Svizzera) è stato lanciato ad una velocità prossima a quella della luce (300mila km/s) il primo fascio di protoni. La data è storica per l’intera umanità. Il fascio, che ha percorso la circonferenza settore dopo settore, era composto da un pacchetto di un miliardo di protoni che hanno viaggiato all’energia di 450 GeV (1 giga-eV è pari a un miliardo di elettronvolt). Ogni volta che raggiungeva un settore, il fascio veniva distrutto e ne veniva iniettato uno nuovo che raggiungeva il settore successivo. Complessivamente, tra l’iniezione nel primo settore e quella che ha completato il giro, sono passati circa 50 minuti. Adesso c’è la Macchina per identificare la materia oscura e l’energia oscura che avvolgono per il 90% l’intero universo, gli eventuali universi paralleli al nostro; adesso c’è la macchina per capire se possiamo abbandonare la gabbia del limite della velocità della luce. Da oggi si apriranno nuovi e più interessanti problemi scientifici. Le ricadute nella vita quotidiana ci sono già state (nel campo del trattamento dei tumori o in un “banale” metaldetector), ovviamente ne avremo ancora di più nel medio periodo ma i vantaggi più consistenti sono riservati alle future generazioni...
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