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Ingv e
Protezione civile alla ricerca di dati sismici, storici, geodetici e satellitari 09.08.08 - A cento anni dal Grande Terremoto di Messina (uno dei più forti terremoti avvenuti in Italia e che ha generato un maremoto che ha causato circa 100.000 morti) l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (DPC), si confronta in un nuovo progetto di ricerca multidisciplinare, della durata di due anni, sull’area Calabro- Peloritana. Il progetto di ricerca denominato “Messina 1908-2008” ha lo scopo di acquisire, per circa due anni, nuovi dati sismici, storici, geodetici e satellitari di alta qualità per una migliore comprensione dei processi sismogenetici nella zona Calabro Peloritana. Cento anni dal terremoto non sono bastati per comprendere tutti i segreti della struttura della faglia che ha generato il cataclisma dello Stretto di Messina e che ancora oggi crea discussioni. IL PRESIDENTE dell’INGV, Enzo Boschi, al riguardo osserva: «Mentre, grazie alla tomografia, si conosce bene la struttura della subduzione al di sotto della penisola, abbiamo limitate informazioni sulla porzione più superficiale, sopra i 100 km. L’obiettivo di questo progetto è quello di comprendere meglio come le dinamiche superficiali ed il processo di subduzione interagiscono»...
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