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Regno
Unito. Laboratori dell'Università britannica di New Castle 05.02.08 - Il Dna di un papà e due mamme dovrebbe servire a creare un bambino immune da malattie ereditarie, quali la distrofia muscolare e l'epilessia. Potrebbe nascere entro tre anni. La tecnica: dieci embrioni con tre genitori ciascuno. è l'ultimo passo compiuto nei laboratori dell'Università britannica di Newcastle dove i ricercatori hanno creato futuri bebè con ognuno il Dna di un uomo e due donne. Obiettivo
della ricerca è arrivare alla creazione di un bambino "disease-free",
ovvero a prova di malattie ereditarie. Un piccolo geneticamente modificato che,
secondo l'annuncio degli scienziati, potrebbe nascere in Gran Bretagna entro tre
anni. Il Dna mitocondriale danneggiato passa da madre a figlio ed è all'origine di una cinquantina di gravi patologie. La tecnica sviluppata dal team britannico prevede un "trapianto mitocondriale" che dovrebbe superare il problema del dna danneggiato. Per prima cosa, una coppia ricorre alla fecondazione assistita per creare un ovulo fertilizzato; a un giorno di vita, poi, il Dna del nucleo viene rimosso e posto nell'ovulo di una donatrice con mitocondri non danneggiati: il bimbo che si svilupperà dovrebbe avere quindi il Dna nucleare di madre e padre e il Dna mitocondriale sano dalla donatrice. La tecnica, hanno spiegato i ricercatori, ha funzionato in esperimenti con embrioni anomali ottenuti con trattamenti di fecondazione assistita e mai utilizzati e la speranza è di poterla realizzate nei prossimi tre anni. Un emendamento all'Human Fertilisation and Embriology Bill britannico è già stato presentato alla Camera dei Lord, ma il governo lo ha rigettato assicurando al contempo che il tema verrà presto dibattuto. Gli scienziati hanno ribadito che il metodo di Newcastle non prevede il ricorso alla clonazione, ma gli attivisti dei movimenti per la vita britannici si sono scagliati contro la ricerca, definita da Josephine Quintavalle di Comment on Reproductive Ethics come ''assolutamente terrificante ''. Decisamente di altro avviso il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato, Ignazio Marino, secondo cui l'esperimento condotto in Gran Bretagna non desta alcun «problema etico perché in realtà i genitori sono e restano due»'. Il senatore del centrosinistra ha infatti precisato che la tecnica utilizzata dai ricercatori inglesi prevedo solo un trapianto di mitocondri dalla "seconda mamma". In altre parole il nuovo Dna che caratterizzerà il nuovo individuo deriva solo dalla fusione dei Dna del padre e della madre. L'embrione prosegue il suo sviluppo grazie al trapianto dei mitocondri sani, che gli permetteranno di essere sano a sua volta. L'innovativa tecnica si propone come una vera e propria terapia dell'embrione senza che il suo patrimonio cromosomico sia toccato o modificato. (fonte Adnkronos/Ign)
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