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Scienze - Articoli 2008 Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 / anno |
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Ingv:
prove generali per il sistema d’allerta “tsunami” nel Mediterraneo 26.01.08 - La comunità dei sismologi europei è pronta a gestire un sistema di allerta rapido per gli “tsunami” del Mediterraneo? La domanda non è retorica in quanto esiste un progetto (NEAMTWS) per il monitoraggio degli eventi che possono generare maremoti. Per rispondere a questo interrogativo Marco Olivieri e Laura Scognamiglio, due ricercatori dell’INGV, hanno utilizzato un terremoto di magnitudo 6.1 che si è verificato il 12 febbraio 2007 molto vicino all’epicentro del grande terremoto di Lisbona del 1755, come un caso di studio per verificare la capacità di valutazione e allerta rapida. Il sisma oggetto di studio è quello di Horseshoe, nell’Oceano Atlantico. Si tratta di una piana abissale a est di Tangeri. Un terremoto in mare di magnitudo pari a 6 è in grado di provocare maremoti che si propagano nel Mediterraneo? E perchè usare questo terremoto per un test? «Dipende, un terremoto di magnitudo 6 è in grado di generare uno tsunami a piccola scala, che si propaga fino a distanze di circa 100km, generando per le coste vicine un’onda di tsunami dell’ordine di 20 centimetri. La peculiarità del terremoto scelto è in primo luogo quella di essere localizzato nell’ area di un importante terremoto storico che nel 1755 provocò ...
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