ISSN 1720-366X
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Verona.
Adesso capire se si è predisposti diventa realtà 19.09.07 - è realtà. Oggi si può individuare il rischio di infarto familiare e di aterosclerosi precoce. Da oggi sarà possibile capire quali soggetti sono predisposti all’infarto del miocardio familiare. è il risultato ottenuto dall’equipe di Medicina interna del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’università di Verona, composta da Domenico Girelli, Oliviero Olivieri e diretta da Roberto Corrocher. Da due anni il gruppo di lavoro scaligero è in collaborazione con il dipartimento di Molecular ardiology & Cardiovascular Genetics dell’Università di Cleveland negli Stati Uniti, coordinati dal docente Q.K.Wang, per affrontare il problema dell’infarto familiare e dell’aterosclerosi precoce, che insorge prima dei 50 anni. Il progetto prevedeva che gli scienziati veronesi studiassero una popolazione di italiani mentre i colleghi d’oltreoceano una popolazione bianca degli Usa. Alla fine di questi due anni di collaborazione intensa, è stato possibile dimostrare la presenza esclusiva di una variante del cromosoma 1 nei pazienti affetti da infarto miocardio di tipo familiare, mentre non è presente nell’infarto sporadico. Lo studio ha inoltre permesso di identificare le conseguenze che derivano da questa alterazione genetica. La presenza di questa variante determina una maggiore reazione infiammatoria e un’alta aggregazione delle piastrine, entrambi fattori coinvolti nel processo di ostruzione delle coronarie che causa l’infarto. «La sempre più precisa conoscenza – afferma Corrocher - del genoma individuale e i suoi rapporti con l’ambiente permette già oggi di predisporre terapie individuali di tipo farmacologico e di individuare in un futuro la possibilità di terapie genetiche. L’infarto del miocardio, familiare o non, è sempre il risultato di un’interazione tra fattori ambientali e corredo genetico dell’individuo. Per questo motivo i fattori ambientali riconosciuti essere fattori di rischio, come ad esempio colesterolo, diabete, ipertensione, fumo, infezioni, stili di vita, possono causare l’infarto a seconda del corredo genetico individuale che incontrano». Il lavoro è stato pubblicato sull’ultimo numero di "American Journal of Human Genetics". |
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