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I neutrini escono dal centro del Sole dopo 2 secondi dalla loro creazione, i fotoni
invece dopo 100 mila anni

Gran Sasso. Con Borexino si fa la Tac alla nostra "stufa"


20.08.07 - L’esperimento internazionale Borexino, ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sta osservando, con un ritmo di circa 35 eventi al giorno, neutrini di bassissima energia provenienti dal Sole. E’ la prima volta al mondo che si osservano in tempo reale neutrini solari con un’energia uguale o inferiore a 1 MeV (mega elettronVolt) e quindi relativi a reazioni nucleari che avvengono con una notevole frequenza all’interno del Sole. E’ come se i fisici facessero - dalle profondità delle sale dei Laboratori del Gran Sasso – una specie di Tac al Sole per analizzare il suo comportamento, utilizzando i neutrini che sono le uniche “sonde” ad altissima penetrazione che ci danno informazioni su quanto avviene all’interno del Sole.

L’esperimento internazionale Borexino, ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha già raggiunto alcuni primi risultati relativi alla conoscenza del funzionamento del Sole. 
Per la prima volta si sono osservati in tempo reale i neutrini di bassa energia ( di energia inferiore a 1 MeV, cioè a milione di elettronVolt) provenienti da una importante catena di reazioni nucleari che si prevede debbano avvenire nel cuore del Sole. Fino ad ora erano stati osservati in tempo reale, da esperimenti effettuati in Canada e Giappone, solo i neutrini di alta energia ( energia maggiore di 5 MeV ) provenienti da una diversa e relativamente rara catena di reazioni nucleari.
Dal punto di vista teorico è stato formulato da tempo un modello (Modello Standard del Sole) che descrive tutte le catene di reazioni nucleari che avvengono nel Sole. I risultati dell’esperimento Borexino saranno fondamentali per lo studio della natura dei neutrini e per la conferma del Modello Solare Standard.
Queste osservazioni sono di per sé un successo per la fisica mondiale. 
Un secondo motivo di importanza dell’esperimento è che, per uscire dal cuore del sole, i neutrini debbono attraversare la materia solare e lo studio della intensità e delle proprietà dei neutrini che arrivano fino a noi ci porta informazioni su caratteristiche della materia stessa del sole.

è come se i fisici facessero - dalle profondità delle sale dei Laboratori del Gran Sasso – una specie di Tac al Sole per analizzare il suo comportamento, utilizzando i neutrini che sono delle “sonde” di altissima penetrazione che ci portano direttamente informazioni su quanto avviene nella parte più interna del Sole: infatti i neutrini, che vengono prodotti in una piccola regione attorno al centro del sole, ne escono indisturbati impiegando circa 2 secondi subito dopo essere stati prodotti. I fotoni, ad esempio, impiegano invece circa 100.000 anni per compiere lo stesso percorso subendo molte interazioni che alterano completamente le informazioni di cui inizialmente essi sono portatori.

Borexino consentirà anche di osservare i “geoneutrini”, cioè i neutrini provenienti dal centro della Terra, ove le reazioni nucleari sono le principali cause dell’alta temperatura presente negli strati interni del pianeta. L’unico modo di studiare tali reazioni all’interno della Terra è di osservare i neutrini, che vengono emessi in tali reazioni. La zona dove si trova il Gran Sasso è particolarmente adatta a questa osservazione perché molto lontano da centrali nucleari nelle vicinanze: i geoneutrini, infatti, si confonderebbero con quelli, altrettanto innocui, provenienti dalle reazioni nucleari di una centrale.
L’esperimento Borexino è stato preceduto da lunghi anni di ricerche tecnologiche che hanno permesso di selezionare materiali, purificare gas e liquidi dalla presenza di sostanze radioattive, ad un livello mai raggiunto finora. Ricadute di questi sviluppi tecnologici potranno avere un importante impatto sull’industria dei componenti elettronici e su quella farmaceutica.

 

 
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