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 Marzo 1997  

Scienze - Articoli 2007   

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Fisica del nanoattrito: riflettori puntati sui ricercatori della Sissa (Trieste)
“Pattinare” su un cristallo di sale ...  

 

03.03.07 - Pattinare su una montagna di sale o di rame? Si può fare. Il segreto è muoversi con la giusta velocità. Domanda e risposta oziose? No. Tutto in effetti risulta meno bizzarra se ci spostiamo sul nanomondo. In questa “dimensione” una punta di diamante nanometrica scorrendo sulla superficie dei cristalli del comune sale da cucina, in prossimità della temperatura di fusione, produce un fenomeno simile a quello del pattinaggio sul ghiaccio: l’attrito genera una pellicola di liquido che rende la superficie più scivolosa. La punta, cioè, si circonda di una minutissima e temporanea regione di sale fuso che ne favorisce lo scorrimento. Proprio il comune sale da cucina (NaCl) è il sistema preso a modello con il quale un team di ricercatori della SISSA di Trieste (Tanya Zykova, Davide Ceresoli e Erio Tosatti) ha studiato il nanoattrito. Una ricerca pionieristica che è stata pubblicata su Nature Materials, con il tiolo “Peak effect versus skating in high temperature nanofriction”.

La superficie dei cristalli del sale ha la peculiare proprietà di repellere il cloruro di sodio liquido per cui, anche al punto di fusione, non si lascia bagnare, restando cioè solido. Le insolite proprietà della superficie di NaCl, che solo poche altre superfici metalliche possiedono, sono state considerate dai ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste per lo studio del nanoattrito ad alta temperatura, fino al punto di fusione ... 

 

 

 
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