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Scienze - Articoli 2007 Testo completo in abbonamento al settimanale in pdf Heos.it solo € 17,00 / anno |
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La
presenza o meno di fitoplancton tiene con il fiato sospeso gli scienziati 20.01.07 - Arriva un nuovo, robusto pacchetto integrato di iniziative pluridecennali per ridurre le emissioni nel corso di questo secolo. Lo ha lanciato la commissione europea con l’ambizioso obiettivo di arrivare ad una gestione intelligente dell’energia disponibile e mantenere sotto controllo il cambiamento climatico. Utopia o ce la faremo? Il documento della Commissione appare concreto e le misure che indica sembrano realistiche. In particolare l’Unione Europea indica l’obiettivo di una riduzione del 20% del valore del 1990 delle emissioni di biossido di carbonio (anidride carbonica) e di altri gas serra entro il 2020. Questa percentuale dovrebbe essere incrementata al 30% nel contesto di un protocollo internazionale più ampio. Entro il 2050, poi, l’obiettivo è di dimezzare le emissioni, sempre rispetto a quelle del 1990. Un piano di così ampio respiro oggi è più che mai necessario perché con il 2012 decadrà il protocollo di Kyoto, che è stato, va ricordato, un primo passo significativo in quanto a livello internazionale ha permesso di mobilitare governi e popoli per un obiettivo comune. Si tratta quindi di proseguire nel processo e di aumentarne significativamente la portata, anche con azioni unilaterali. In questo contesto si inserisce con i suoi contributi scientifici e operativi anche l’Agenzia spaziale europea (Esa) dove non si fa mistero lo stato attuale dell’inquinamento del nostro pianeta è oggettivamente preoccupante. Le mappe di ossido di azoto ricavate da Envisat il satellite ambientale dell’Esa, o le misure satellitari di biossido di carbonio trasmesse ai governi dei singoli stati che compongono l’Agenzia sono documenti incontrovertibili. Oggi si può sperare in un’azione condivisa anche alla luce del recente Rapporto Stern che ha avuto una notevole eco e che quantifica le conseguenze economiche del cambiamento climatico. La conclusione di Stern è chiara e limpida: i costi che oggi dobbiamo pagare per limitare il cambiamento climatico sono di gran lunga inferiori a quelli che dovranno pagare le generazioni future se non si gioca d’anticipo ..
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