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Convenzione Enea - Regione
Nel Lazio nascerà la "Terapia oncologica con protoni"
22.11 - L’ENEA, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e gli Istituti Regina Elena e
San Gallicano (IRE-ISG) hanno sancito un accordo di collaborazione
tecnico-scientifica interdisciplinare per la messa a punto del prototipo di
acceleratore da realizzare con il finanziamento della Regione Lazio. La
collaborazione tra i tre istituti prevede che l’ENEA si occupi della
realizzazione del prototipo mettendo a disposizione le sue tecnologie fisiche
più avanzate, l’ISS metta a disposizione le sue competenze in campo biologico e
l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena le sue conoscenze cliniche nel
trattamento delle neoplasie.
L’acceleratore verrà realizzato presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati e al
termine della sperimentazione, la cui durata è stimata in tre anni circa, verrà
installato presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, che vanta
una tradizione di impegno e successi nella ricerca e nello sviluppo tecnologico
della radioterapia. La presenza nel territorio della Regione Lazio del Centro di
protonterapia, l’unico presente nel centro-sud d’Italia, consentirà di trattare
circa 900 pazienti l’anno favorendo l’esperienza clinica nei confronti di quelle
patologie tumorali difficili da trattare anche con le più avanzate tecniche di
radioterapia convenzionale.
L’acceleratore lineare verrà realizzato nell'ambito del progetto TOP IMPLART
(Terapia Oncologica con Protoni – Intensity Modulated Proton Linear Accelerator
for RadioTherapy) grazie ad un brevetto ENEA e sarà in grado di sviluppare un
range di energia fino a 140 megaeletttronvolt (MeV). Una potenza utile per la
cura di diverse patologie, in particolare il melanoma uveale e i tumori della
base cranica e della colonna vertebrale, e che produce riconosciuti vantaggi
anche in numerosi altri casi - come quelli alla prostata, a polmone, a fegato, a
esofago e al distretto cervico-cefalico - in cui la malattia è ben definita e
vicina ad organi critici sani, che non devono essere irraggiati. Infine, è di
particolare interesse l’impiego nelle neoplasie pediatriche.
L’acceleratore sarà costituito da due sottoinsiemi, montati in sequenza, che
forniscono il fascio adatto a due prestazioni mediche indipendenti; la sua
modularità offre la possibilità di una successiva estensione a 230 MeV.
L’ENEA, che ha già sviluppato competenze tecnico-scientifiche nel campo degli
acceleratori lineari, per la messa a punto dei componenti ad alta tecnologia
dell’acceleratore coinvolgerà le industrie laziali anche al fine di favorire
l’affermarsi di una realtà industriale nel settore degli acceleratori medicali e
più in generale delle apparecchiature elettromedicali. Le PMI interessate
operano nel campo della meccanica di precisione, impianti di radiofrequenza e
microonde, impiantistica, sistemi da vuoto, elettronica, sistemi di diagnostica,
sistemi di controllo e sicurezza.
redazione online Heos.it
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