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Super
atleti per la cura delle malattie cardiovascolari 14.06.08 - Stress e malattia: la relazione è stretta e ora ben documentata. Ma si può recuperare. Lo hanno dimostrato ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), con i colleghi della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa, con “Ironscience”, un esperimento scientifico senza precedenti al mondo che ha visto impegnati, all’isola dell’Asinara, quattordici tra i migliori “superatleti” italiani: una gara di “ultra-triathlon” finalizzata a valutare la risposta psico-fisica dell’organismo umano in condizioni estreme per una migliore comprensione dei meccanismi di malattia. I risultati più significativi di “Ironscience” sono: uno stress psicofisico acuto, con incremento del livello di troponina I (la proteina liberata in circolo in caso di danno miocardico), riduzione della funzione respiratoria e alterazioni del sonno a onde lente, ma, nello stesso tempo, un’incredibile capacità di recupero che, opportunamente analizzata, permetterà di affrontare con nuove prospettive la cura delle malattie cardiovascolari sui pazienti comuni. I “superatleti” – in numero per la prima volta sufficiente a rappresentare un campione significativo – hanno affrontato in successione 3.800 m. di nuoto in acque libere, 180 Km di attività ciclistica e 42 Km di maratona, per un totale di oltre 12 ore di sforzo fisico. Prima, durante e dopo la competizione, sono stati sottoposti a monitoraggio costante delle funzioni cerebrali e cardiache (anche nelle ore di sonno). Lo studio fa seguito a precedenti esperienze di ricerca fatte su atleti di questa specialità durante “RAK Ultratriathlon World Cup Series 2007”, svolta negli Emirati Arabi (Ras Al Khaimah) e all’Isola d’Elba nel settembre scorso ... Articolo completo nel settimanale Heos.it in abbonamento
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