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Salute - Articoli 2007 - 2008 - 2009
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Uno
studio condotto nella Fondazione Santa Lucia ha mappato le aree interessate. 27.10.07 - Le persone cui viene amputato un arto continuano, anche per molti anni, a percepire la presenza di quella parte di corpo che non c’è più: ciò sembra dipendere dalla “sopravvivenza” della sua rappresentazione nella corteccia cerebrale. Il fenomeno, definito arto fantasma, ha un forte impatto psicologico e sulla coordinazione dei normali movimenti. FINO AD OGGI LA SCIENZA aveva indagato le modificazioni della corteccia motoria in pazienti reduci da amputazione di una mano e/o un braccio; ora una ricerca condotta a Roma presso l’IRCCS Fondazione Santa Lucia ha analizzato per la prima volta quelle provocate nelle stesse aree cerebrali dall’amputazione di una gamba. Sono stati così chiariti altri importanti processi correlati alla percezione dell’arto fantasma. Lo studio ha inoltre evidenziato la possibilità di nuovi protocolli riabilitativi che, utilizzando la cosiddetta immaginazione motoria, potrebbero indurre modificazioni corticali volte a migliorare le capacità di controllo degli arti superstiti. Autrice dello studio è Barbara Marconi ricercatrice della Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini, che ha svolto il suo lavoro nella Fondazione Santa Lucia Lucia in collaborazione con il gruppo del professor Carlo Caltagirone. Alla ricerca hanno partecipato Cristiano Pecchioli e Giacomo Koch. I risultati, già disponibili on line, saranno pubblicati su “Clinical Neurophysiology” che vi dedicherà anche la copertina ...
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