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Condoni fiscali, concordati, condoni tombali, scudo fiscale: breve cronologia

05.10.09 - Nel 1991, l'ultimo governo Andreotti (DC - PSI - PSDI - PLI ) stava per approvare la terza sanatoria fiscale della storia repubblicana. Tremonti scrisse sul Corriere della Sera: «In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge». Il condono, ovviamente fu approvato. L'allora segretario generale delle Finanze, Giorgio Benvenuto (ex segretario UIL), poi parlamentare del centrosinistra, promise solennemente: «Questo condono sarà l'ultimo».

1995. Governo Dini. Lista indipendente. Arriva un altro condono questa volta si chiama "concordato fiscale". Il ministro alle finanze era Augusto Fantozzi. Commentò: «Credo che ormai l'epoca dei condoni sia tramontata».

2003. II° Governo Berlusconi. Siamo in estate, il sottosegretario Giuseppe Vegas (giornalista) oggi viceministro all’Economia, disse: «In futuro non ci saranno altri condoni». E il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ripeteva: «Siamo di fronte all’ultimo giro di boa di una riforma fiscale. Il cittadino sa benissimo che una volta varata non ci sarà più spazio per la clemenza ».

2004. La finanziaria presentò il condono TOMBALE. il ministro Domenico Siniscalco (successore di Tremonti) raccontò per l'ennesima volta la favola: «La stagione dei condoni è finita» .

31 marzo 2006. A Radio Anch’io, l'allora Guardasigilli Roberto Castelli disse: «I condoni fatti da questo governo sono stati pochissimi e per casi limitatissimi. È la sinistra, con la sua propaganda, a parlare di condoni, in realtà mai avvenuti»

In un rapporto del novembre 2008 sulle sanatorie fiscali la Corte dei conti ne ha contati 13, soltanto fra il 2003 e il 2004.

Marzo 2008 poco prima delle elezioni. Tremonti davanti alle telecamere di Repubblica Tv disse: «Oggi non ci sono più le condizioni per fare i condoni, che non certo ho fatto volentieri ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato».

Sempre in quel periodo, Silvio Berlusconi , durante una video chat con il Corriere. it disse: «Basta con la stagione dei condoni. La prossima sarà una stagione di forte contrasto all'elusione e all'evasione fiscale». E Adolfo Urso, esponente di An ora viceministro, gli faceva eco: «Vengo dalla cultura della legalità della destra e dico: mai più condoni di nessun tipo, nemmeno l’indulto».

Ma quanto ha incassato lo stato da tutti questi condoni? Nel novembre 2008 la Corte dei Conti ha reso noto che a quella data mancavano da incassare ancora 5,2 miliardi di euro dei 26 miliardi attesi per il condono 2003-2004.

La rivista online dell’Agenzia delle Entrate, Fiscooggi. it invece ha calcolato che dal 1973 al 2003 lo Stato ha incassato con i principali condoni tributari, previdenziali, assicurativi, valutari ed edilizi 26 miliardi di euro in 30 anni...

Con lo scudo fiscale di oggi i vari portavoce sparano cifre in crescendo. Qualcuno ha affermato che ritornerebbero in italia 300 miliardi di euro per i quali lo Stato incasserà il 5%, ossia 15 miliardi di euro. Bene, tra un anno faremo i conti. In molti stimano che il fisco incasserà si è no 100 milioni di euro. Però i reati, quelli sì, saranno tutti cancellati.

Ovviamente questo scudo fiscale non sarà l'ultimo.
Un provvedimento analogo arriverà tra un paio d'anni sicuramente. Lo stato italiano è indebitato fino alla gola ormai. L'economia è allo sfacelo.
Il Mezzogiorno è in mano alla criminalità organizzata che fa concorrenza allo Stato creando un'economia malata, di rapina verso la gente onesta.
Le grandi imprese fanno a gara per spolpare quello che resta con la tecnica degli appalti e dei subappalti che moltiplicano i costi delle opere pubbliche (la Tav docet).
La disoccupazione è destinata a salire e di conseguenza caleranno le entrate fiscali.
Si può essere ottimisti? No, solo rabbiosi per i prossimi dieci anni. (Heos.it)


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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258  -  7  marzo 1997