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Dal Corriere della Sera www.corriere.it

Annozero. A una settimana dal via Travaglio è senza contratto
Santoro accusa: Berlusconi agisce nell'ombra
Il conduttore: «Manca poco più di una settimana al debutto
e non c'è il contratto per Travaglio»



MILANO - Dopo lo slittamento per Ballarò di Floris in favore della diretta di Porta a Porta di Vespa sui terremotati di martedì sera, non accenna a placarsi la polemica in Rai. Questa volta è Santoro ad andare all'attacco. «Sappia Berlusconi, che continua a agire vigliaccamente nell'ombra, che, nel caso, non faremo passare tutto questo senza un'ultima battaglia: sarà il pubblico di Annozero a chiedere che il suo programma vada in onda», afferma il conduttore a conclusione del suo intervento a Repubblica Tv, dopo aver parlato del contratto di Marco Travaglio, dei rallentamenti burocratici per Annozero («Chi parla di lui, parla della trasmissione, sono la stessa cosa») e del caso Ballarò. «Manca poco più di una settimana al debutto e il direttore generale fa sapere, senza smentire, che il contratto non c'è ancora perché deve esserci un approfondimento in Cda. Perché il cda deve dibattere su Travaglio? È forse un delinquente, che non può esprimersi? Esiste una lista di giornalisti che non possono parlare? Non possiamo accettare - continua Santoro - questo gioco del direttore generale se non spiega il perché: se c'è un problema dica quale è. Io sono stato abbandonato e con un grandissimo senso di responsabilità ho cercato soluzioni possibili per le quali vengo attaccato dai giornali di Berlusconi, mentre dico e ho sempre detto che senza Marco Travaglio non c'è Annozero».

LA SITUAZIONE - Santoro ricorda che la trasmissione non ha ancora una troupe operativa per fare le inchieste e il contratto del suo opinionista più importante è sub judice: «e noi accettiamo questo? E lo accetta il Consiglio? E il presidente di garanzia della Rai accetta questo che umilia la professionalità, che umilia la tv? Persone che non si sono mai occupate di tv in vita loro e che sono stati messi lì dal presidente del consiglio devono decidere della vita e della morte di operatori che da 20 anni costruiscono successi Rai, persone che hanno dato il sangue, che si sono occupate di mafia. E noi dobbiamo aspettare l'esito di un dibattito per sapere se Marco Travaglio ci sarà. Ma si sappia che parlare di lui è parlare di Annozero». Con Santoro c'è anche il consigliere d'amministrazione Nino Rizzo Nervo che spiega come non sia il Cda («Non è di sua competenza») a doversi occupare del contratto di collaboratori delle trasmissioni e che il direttore generale ha detto che riferirà di Travaglio al prossimo Cda. «È in atto in Rai, per volontà esterna, un'azione di terrorismo psicologico nei confronti di quelle diversità editoriali che ancora sopravvivono. Credo comunque che una forzatura su Travaglio alla fine non ci sarà e se ci fosse una forzatura sulla direzione di Raitre, allora la chiamata alla mobilitazione non sarebbe solo di Santoro». Per Rizzo Nervo, «il direttore generale sa cosa sarebbe successo se venerdì sera non avesse firmato i contratti per Bartolino e Dandini e anche i problemi nati con Fazio stanno per risolversi» e sulle nomine ricorda di aver votato senza problemi proposte in cui fosse una valenza professionale, come per Raisport e il Tg2. Per altre, visto che un cambio di vertice non comporta l'obbligo di cambiare tutto, sappiamo che il direttore generale ha il potere di fare proposte, ma sappia che devono essere coerenti e dimostrare che non nascono da intenzioni censorie, di soffocamento delle diversità editoriali, di normalizzazione della rete. Lo saprà? Voglio credere di sì, se no non ci sarebbe, da parte mia, solo una presa di posizione sdegnata«. Quanto a Floris e Ballarò, sia Rizzo Nervo sia Santoro sostengono che non si era in presenza di alcun evento straordinario, che solo potrebbe giustificare un cambiamento di palinsesto. »Evidentemente Vespa, specie in un caso come questo, non deve avere confronti (e se Ballarò poi lo battesse?). Vespa gestisce una forma di monopolio e sfugge a ogni confronto con al concorrenza di chi potrebbe fargliela«. E Rizzo Nervo aggiunge che » si è deciso che martedì sia una giornata di celebrazioni e allora anche una battuta di Crozza all'inizio di Ballarò può dare fastidio»

www.corriere.it


 





 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258  -  7  marzo 1997