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Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo
Lettera aperta dei precari INGV
ai ministri Gelmini e Brunetta
Al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini
al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta
10.06.09 - l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è in difficoltà.
L’ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e
vulcanica del territorio italiano corre il concreto rischio di perdere buona
parte del personale precario e, con esso, la capacità di svolgere il proprio
compito in modo efficiente. Gli oltre 300 lavoratori precari, di cui quasi 250
inseriti nel processo di stabilizzazione del personale (legge 27 dicembre 2006,
n. 269), da settembre del 2008 manifestano la fortissima preoccupazione per il
proprio futuro. Ricercatori e tecnici precari che in una lunga carriera hanno
maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e che per tale motivo
sono parte integrante della attività di sorveglianza. Competenze che hanno
permesso di indirizzare l’intervento della Protezione Civile fin dai primi
secondi successivi al disastroso terremoto del 6 aprile.
Ogni attività di mobilitazione, da quel momento, è stata messa da parte per
dedicare tutto il proprio impegno all’emergenza sismica in corso, ben oltre i
consueti orari e luoghi di lavoro. Un atto di responsabilità, voluto e dovuto
nei confronti della popolazione che ha patito le dure conseguenze del sisma. E
proprio da queste persone sono venute le più forti parole di ringraziamento e di
riconoscenza per ciò che l’INGV ha fatto e continua a fare. Abbiamo spiegato
cos’è un terremoto, perché sia imprevedibile e perché sia importante la
prevenzione; abbiamo intenzionalmente evitato di ricordare, in quei luoghi, che
la prevenzione è frutto della ricerca.
Ricerca che, nonostante le difficoltà, rende l’INGV un centro di eccellenza
mondiale in ambito geofisico.
Ma la passione per il proprio lavoro e la responsabilità nell’emergenza non
possono far scordare che molti fra questi lavoratori di altissimo profilo vedono
davanti a sé solo incertezza. è
un’incertezza che si ripercuote non solo sulla propria serenità, ma soprattutto
sullo svolgimento dei servizi; i turni di sorveglianza sismica e vulcanologica,
l’installazione, la manutenzione e l’aggiornamento delle reti di monitoraggio
sismiche, geodetica e geochimica, sono alcuni degli aspetti che possono essere
compromessi dalla perdita di queste competenze. Qualcuno è già andato via, per
scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo, per condizione
necessaria.
A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive
in aree sismiche (il 70% del territorio italiano) o in prossimità di uno dei 7
vulcani attivi in Italia, perché queste competenze e questi servizi sono stati
abbandonati. Tre ordini del giorno sono stati approvati alla Camera e al Senato,
con l’impegno del Governo ad intraprendere con urgenza tutte le misure
necessarie ad assicurare il completamento del processo di stabilizzazione del
personale e a garantire all'Istituto stesso la possibilità di avvalersi della
prosecuzione dei contratti di lavoro a termine.
Chiediamo al Governo un immediato provvedimento che
permetta di garantire il lavoro
del personale precario dell’INGV.
I lavoratori precari dell’INGV
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