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Dalla Fondazione di Fini, FareFuturo
Dure critiche allo strisciante "velinismo"
nella politica
27.04.09 - Gianfranco Fini si dissocia dall'editoriale di Farefuturo Web
Magazine"Donne in politica: il 'velinismo' non serve". Così Sofia Ventura,
docente di scienze politiche all’università di Bologna, ha intitolato un
editoriale apparso su Farefuturo Web Magazine, periodico di informazione on-line
dell’omonima fondazione presieduta dal presidente della Camera Gianfranco Fini.
Nel suo articolo la Ventura si scaglia contro quella che definisce una
"specificità tutta nostrana", ovvero "la cooptazione di giovani, talvolta
giovanissime, signore di indubbia avvenenza ma con un background che
difficilmente può giustificare la loro presenza in un'assemblea elettiva come la
Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità". Secondo
l’autrice questo non sarebbe il modo migliore per risolvere "il problema della
carente presenza femminile nei luoghi della politica". Un attacco preciso ai
nomi delle possibili candidate del Pdl alle prossime elezioni europee. Nei
giorni scorsi infatti si è saputo che potrebbero essere inserite in lista per un
posto a Bruxelles Angela Sozio, la rossa ex partecipante alla terza edizione del
Grande Fratello, Barbara Matera, già "letteronza" su Italia 1, Camilla Ferranti,
attrice nella fiction Incantesimo e Eleonora Gaggioli, di recente protagonista
sui set di Elisa di Rivombrosa e Don Matteo.
"Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole"
L’articolo arriva alla vigilia di un workshop organizzato domani a Roma da
Farefuturo, su "Donne e Politica", che sarà coordinato dalla professoressa
Ventura, la quale spiega: "Che nella politica italiana vi sia la necessità di
dare spazio a una nuova generazione non vi è dubbio ma è questo, ci chiediamo,
il modo?". Non sono velate le accuse al Pdl: "Siamo di fronte ad un modo di fare
politica con il corpo delle donne - si legge – assistiamo ad una dirigenza di
partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica
non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di
freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale
naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno
scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno
spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall'altro per le
istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima". Un attacco pesante e
a sorpresa, mirato ad un aspetto noto della politica berlusconiana, chiuso così
dall’autrice: "Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le
allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione
da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente,
persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta
lo ricordasse".
Fini si dissocia
Sebbene nell’ultimo periodo si sia più volte smarcato da alcune decisioni prese
dal premier, questa volta Gianfranco fini ha deciso invece di dissociarsi dalle
parole scritte sull’organo di informazione della fondazione che presiede: "Il
web magazine della fondazione Farefuturo – si legge in una nota del presidente
della Camera - non ha certo necessità di concordare con me ogni suo quotidiano
intervento. È una condizione di libertà e di fiducia che può però portare, come
nel caso odierno sulle candidature femminili per le prossime elezioni Europee, a
valutazioni comprensibili ma eccessive, e pertanto non totalmente
condivisibili".
fonte rainews 24
Commento
Fini ha imparato molto bene la lezione di Berlusconi. Nell'intreccio delle
frasi più o meno velenose che vanno e vengono sui mass media, è sempre meglio
farsi inseguire che essere inseguiti. Ne sa qualcosa Franceschini e il Pd che
inseguono da mesi il Cavaliere con la lingua penzoloni in cerca di una boccata
d' ossigeno che non arriva. (Heos.it)
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