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Politica -  Articoli 2009 

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 Lo sfacelo del Pd

Veltroni ha rassegnato le dimissioni da segretario del PD. è  la conseguenza della disfatta politica in Sardegna che si somma al disastro del Dicembre scorso in Abruzzo, con il Partito Democratico travolto dall'onda lunga dello scandalo Del Turco, al crollo delle politiche di un anno fa e alla bastonata presa sempre in questi giorni, alle primarie di Firenze nel corso delle quali è stato scelto come  candidato sindaco del centro sinistra un giovane sconosciuto un po' logorroico perché si oppone alla politica del vertice nazionale del partito.

Anche il governatore uscente e perdente della Sardegna, Soru adesso dovrebbe cambiare mestiere e uscire di scena per non aver capito le istanze dei suoi concittadini e poi perché  è stato battuto dal figlio del commercialista di Berlusconi. Roba da circo equestre. Un caso emblematico, di come sta pericolosamente evolvendo  il sistema democratico italiano che rappresenta un unicum nel panorama Europa. In Sardegna il presidente Berlusconi ha dimostrato che è lui stesso il Governo, al di là di quello che possano dire o fare Fini e Bossi. In Sardegna, Berlusconi ha dimostrato che lui può fare come Caligola. Di più. Riesce perfino e resuscitare i morti politici come Mastella che tiene famiglia a Ceppaloni per il quale si aprono le porte dorate di un posto al parlamento europeo allo stipendio di 50 mila euro al mese, pagato di tasca nostra. E poi dicono che la politica è un mestiere incerto. Chi entra in politica nel nostro paese praticamente agguanta il sospirato posto fisso e senza fare concorsi e ci rimane fino alla sua estinzione biologica.

Il PD, tutto il partito con la sua oligarchia, conferma la sua incapacità genetica di leggere il malessere profondo dell’Italia le istanze che salgono dalla società reale. Il paradosso è che solo in Italia capita che la grande crisi economica che sta mettendo in ginocchio il paese non viene scaricata sul governo come sarebbe lecito,  bensì sull'opposizione. Il PD così configurato non è più credibile agli occhi degli italiani come alternativa al governo Berlsuconi che ruota, si avvita e si alimenta attorno al suo padre-padrone.

Veltroni e i suoi si sono dimostrati privi di idee. Il fallimento politico del suo progetto piace soprattutto alla sinistra rosso-verde i cui leader da tempo sono a digiuno di potere e presenza televisiva.  Nel PD non si vuole capire che è finito il tempo dell'anti berlusconismo. Non funziona più la politica del dire no a tutto come negli anni della "guerra Fredda". Gli italiani sono stufi di questa manfrina coltivata dalla piccola e litigiosa oligarchia del PD e di quella della Margherita, piccola brutta copia della DC, Gli elettori, i cittadini, avvertono un senso di smarrimento perché si rendono conto di vivere in una società guidata da una classe dirigente miope che non fa altro che aggiungere solo privilegi a chi li ha già e nel contempo chiude le porte in faccia a chi vuole migliorare la sua posizione sociale e ai giovani per i quali c'è un futuro mediocre, di sopravvivenza, senza prospettive, nemmeno di mettere su casa.

Gli italiani vorrebbero semplicemente avere un'opposizione capace di indicare alternative credibili rispetto a chi sta al governo pro tempore (si spera). Non è un caso se nel nord Italia si percepisce al volo che in giro c'è voglia di un PD federalista, sganciato da quello nazionale; progetto che cercano faticosamente di  realizzare Cacciari e Chiamparino. Nel Nord, un PD federalista è atteso come l'unica valida alternativa alla Lega e alle istanze leghiste. Fare finta di niente, lasciare che le cose vadano avanti da sole, vuol dire che Berlusconi si ritroverà ancora al suo posto di comando fra trent'anni, imbalsamato.

Che cosa accadrà ora nel PD? Niente. La vecchia oligarchia del PD (leggi: D'Alema, Bersani, Letta, Turco, Melandri, Rutelli, Bindi) andrà alle prossime elezioni europee sperando che passi la notte. Ma prenderà un'altra legnata dagli elettori. A quel punto ex Ds e ex Margherita si renderanno conto che la convivenza è finita. La Margherita entrerà nell'orbita dell'Udc di Casini mentre gli ex Ds dovrebbero prendere coraggio a quattro mani e rifondare un vero partito socialdemocratico senza le estreme rosso-verdi, moderno, federalista che parta dal basso, dalla gente e che faccia della Costituzione e del Diritto la propria bandiera per rilanciare la convivenza civile, la crescita sociale e intercettare il bisogno di speranza degli italiani che si sono già resi conto di vivere in un Paese in trasformazione, sempre più multi-etnico e multi-religioso.    (upiv)

 

 
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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258  -  7  marzo 1997