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Politica - Caino&Caino Articoli 2007 |
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Calcio, si cambia tutto per non cambiare nulla (07.02.07) Italiani brava gente? lasciamo perdere. Le vicende del calcio degli ultimi giorni sono lo specchio di questa nostra società, sempre più ipocrita, buonista, perdonista da accatto pervasa da cinismo untuoso imperante da un capo all'altro della penisola. A parole si cambia tutto, poi nei fatti tutto rimane come prima. Si tornerà a giocare a pallone quanto prima, non ci sono dubbi al riguardo. "Bisogna mantenere gli impegni con gli abbonati che hanno pagato" dicono in coro i bronzei dirigenti del pallone. E il governo? Forte con i deboli e debole con i forti calerà ancora le braghe. Come sempre. Che importa se è stato ucciso barbaramente un poliziotto, se allo stadio ci si va con i candelotti lacrimogeni e se si trasformano le strade adiacenti in campi di guerriglia come nei territori palestinesi o nel Libano. Che importa. In ballo ci sono troppi debiti che nessuno vuole pagare perché tutti tengono famiglia dai calciatori ai presidenti delle società. L'alternativa è scaricare i debiti sulla collettività,
cioè su tutti noi, come sempre è successo: i grandi scandali finanziari che ciclicamente
impazzano nel nostro paese sono lì a testimoniarlo. Da quello dei consorzi agrari di qualche decennio fa
(qualcuno si ricorda ancora di quel buco di migliaia di miliardi di lire
dell'epoca?) che ha portato allo scioglimento del ministero dell'Agricoltura
affossato a furor di popolo da un inutile referendum, al più recente scandalo della Parmalat che ha
gettato sul lastrico migliaia di italiani. Qualcuno si ricorda chi ha pagato per
questi debiti lontani (ma che bruciano ancora) e vicini? Non spaventatevi se non
vi vengono in mente i nomi, non è colpa dei vostri neuroni. Semplicemente quei
nomi non ci sono; non ci sono mai stati.
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