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 Marzo 1997  

Politica - Caino&Caino Articoli 2007   

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 Calcio, si cambia tutto per non cambiare nulla 

(07.02.07) Italiani brava gente? lasciamo perdere. Le vicende del calcio degli ultimi  giorni sono lo specchio di questa nostra società, sempre più ipocrita, buonista, perdonista da accatto pervasa da cinismo untuoso imperante da un capo all'altro della penisola. A parole si cambia tutto, poi nei fatti tutto rimane come prima. Si tornerà a giocare a pallone quanto prima, non ci sono dubbi al riguardo.  

"Bisogna mantenere gli impegni con gli abbonati che hanno pagato" dicono in coro i bronzei dirigenti del pallone. E il governo? Forte con i deboli e debole con i forti calerà ancora le braghe. Come sempre.  

Che importa se è stato ucciso barbaramente un poliziotto, se allo stadio ci si va con i candelotti lacrimogeni e se si trasformano le strade adiacenti in campi di guerriglia come nei territori palestinesi o nel Libano. Che importa. In ballo ci sono troppi debiti che nessuno vuole pagare perché tutti tengono famiglia dai calciatori ai presidenti delle società. 

L'alternativa è scaricare i debiti  sulla collettività, cioè su tutti noi, come sempre è successo: i grandi scandali finanziari che ciclicamente impazzano nel nostro paese sono lì a testimoniarlo. Da quello dei consorzi agrari di qualche decennio fa (qualcuno si ricorda ancora di quel buco di migliaia di miliardi di lire dell'epoca?) che ha portato allo scioglimento del ministero dell'Agricoltura affossato a furor di popolo da un inutile referendum, al più recente scandalo della Parmalat che ha gettato sul lastrico migliaia di italiani. Qualcuno si ricorda chi ha pagato per questi debiti lontani (ma che bruciano ancora) e vicini? Non spaventatevi se non vi vengono in mente i nomi, non è colpa dei vostri neuroni. Semplicemente quei nomi non ci sono; non ci sono mai stati. 
Tutto regolare per uno Stato che apre le porte del carcere ad una terrorista condannata a quattro ergastoli per aver ucciso esseri umani. Evviva.     

 

 
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