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Il Partito Democratico? Purtroppo zero idee e vecchio di testa
Le novità potranno arrivare solo da un Federalismo trasparente

29.10.07 - Il nuovo partito democratico praticamente è nato vecchio. Il motivo? Subito detto. Le due anime che lo compongono continueranno a litigare tra di loro a tempo indeterminato, perpetuando una paralisi continua che si tradurrà nell'incapacità del fare. La loro triste visione di fondo di come indirizzare, organizzare la vita di un paese è come una camomilla che alla fine manderà definitivamente in letargo il sistema Italia. Il neo e primo segretario, Walter Veltroni non ha fatto altro che richiamarsi ai valori del passato... per andare oltre ... per andare avanti  ...  come si dice in gergo quando non si riesce a cogliere i segnali reali su cui confrontarsi e spendersi. Insomma è stato un crescendo rossiniano di retorica anni settanta, del secolo scorso. 

Anche i metodi sono rimasti quelli nonostante le "primarie" in salsa italiana. Per dirla alla Crozza è proprio il partito "Ma anchista" .

I lavoratori, gli imprenditori, gli artigiani, gli agricoltori, i professionisti, la gente, vogliono nuove proposte per fare dell'Italia un paese ad economia di mercato dove le regole valgono per tutti e chi sbaglia viene acciuffato, giudicato alla svelta e paga: se deve andare in galera ci deve restare. Sia esso il bancarottiere ladro, il politico disonesto, il rapinatore o peggio l'omicida. 

Pesanti le etichette appiccicate addosso alla bandiera del neo Partito Democratico. Una zavorra che porta in eredità un passato ed un presente fatto di economia assistita dove gli imbroglioni e i furbetti restano impuniti perché tengono famiglia e/o partito. Un andazzo che ha il suo temine di paragone nell'economia statalista a favore del sistema delle cooperative bianche e rosse antiche e nobili, certo, tanto da essere contemplate nella Costituzione. Allora però i padri costituenti non avrebbe mai immaginato che alcune di esse un giorno avrebbero avuto la forza economica di fare "finanza", d'accordo di piccolo cabotaggio, ma pur sempre a livello internazionale. 

Ma non è tutto. L'essenza, il nucleo pensante nel Partito Democratico non fa altro che perpetuare lo scontro tra i soliti volti noti della politica che si fanno la guerra personale ormai da quindici anni paralizzando di fatto la crescita del Paese. Tranquilli dunque,  ancora una volta assisteremo agli stucchevoli duelli mediatici tra Berlusconi, Fini,Casini,Bossi da una parte e Prodi, D'Alema,Veltroni,Bindi, Letta, Bersani dall'altra. Tutti interessati solo a delegittimarsi reciprocamente. La tristezza di questo stato di cose tra l'altro è vedere che alcuni di loro pur essendo "giovani" di anagrafe in realtà sono vecchi nel cervello (pensiamo ad un Alemanno o Letta tanto per  intenderci). 

Eppure un nuovo partito dovrà pure saltar fuori se vogliamo portare aria fresca a questo nostro paese imbalsamato prima che arrivi il collasso, ormai dietro l'angolo. Lasciando stare la destra di Berlusconi, della Brambilla, di Fini e Casini che per loro parla già la rima e la Lega Nord, questa nuova entità se tale vorrà essere non dovrà rifarsi a questo o quel personaggio del passato o ad una stagione storica. Questo nuovo ipotetico soggetto politico dovrà solo guardare al futuro. Della storia dovrà solo avere ben presente i fatti in tutte le loro sfumature, che è un'altra cosa. E dovrà rispettare il lavoro degli storici; e  non prendervi parte con la retorica populista che gronda nei due versanti, cattolico e comunista o più in generale di sinistra. Solo così si arriverà alla pacificazione tra le opposte ideologie.

Allora quel partito che dovrà essere per forza un partito federalista e trasparente, saprà soprattutto dialogare con le forze intellettuali più illuminate e pragmatiche del Mezzogiorno, per aprire le porte a nuovi modi di partecipazione pubblica anche in quelle aree da troppo tempo controllate dalla criminalità (mafia,camorra, ndrangheta,sacra corona unita,ecc) che succhia il sangue di intere popolazioni e che fa scappare a gambe levate la buona impresa  Solo il federalismo accettato e convinto a nostro avviso può creare la mentalità del fare, dell' essere cittadino protagonista e non suddito per cui da quelle parti capita, anche oggi, che per andare in ospedale a farsi curare ci si deve far raccomandare dal capobastone locale.

 Questo nuovo partito in sintesi dovrà pronunciarsi subito e per prima cosa in materia di energia per far abbassare le bollette del gas e della luce che strozzano le famiglie, le aziende ed il paese stesso, costretto ad approvvigionarsi di metano e petrolio a prezzi da strozzini praticati da Russia, Tunisia, Libia ecc. Non parlerà perciò di liberalizzazione all'italiana che è aria fritta ma avvierà subito i lavori di costruzione dei rigassificatori che sono i più banali da mettere in linea in quanto appartengono ad un'area tecnologica di cui si sa tutto da decenni. 

Nel contempo sosterrà la costruzione di centrali a carbone di ultima generazione meno inquinanti di un camino di casa; quindi riaccenderà dopo averla modificata e resa ancora più sicura almeno una centrale nucleare (la migliore è Caorso) e si allineerà per il nucleare di quarta generazione che sarà sfruttabile tra non meno di vent'anni in attesa dell'arrivo dei reattori a fusione, il cui primo modello è attualmente in costruzione a Cadarache (Francia) e che secondo i calcoli degli esperti internazionali dovrebbe entrare in funzione nel 2037. 

Ancora. Dovrà dare un impulso vero e non finto come accade oggi per diffondere l'impiego di un fotovoltaico di massa. Di conseguenza si dovrà smascherare la casta degli anti ogm e degli ambientalisti che frenano pesantemente lo sviluppo del paese con il loro dire no a tutto. Poi dovrà rilanciare la ricerca nei settori strategici come la genetica e le biotecnologie, sosterrà  la scuola, e la ricerca universitaria. Dovrà sviluppare il senso della meritocrazia mettendo in riga la casta dei sindacalisti. 

Avrà attenzione per la sicurezza dei cittadini per cui agirà modificando le leggi al fine stabilire la certezza delle pene con processi più rapidi anche se questo porterà ad una riduzione drastica delle parcelle degli avvocati. Non solo. Dovrà avere un programma di riduzione delle tasse riformando il sistema impositivo semplificandolo brutalmente il che comporterà automaticamente la chiusura dei Caaf sindacali e di un grande numero di studi di commercialisti. Certo si dovranno riciclare mezzo milione di persone ma in un'economia di mercato all'interno di un paese che funziona non diventerà un dramma. 

Infine, ma non per ultimo, nello statuto di questo ipotetico partito, non ci dovrà essere posto per termini quali laico, cattolico, destra,sinistra o altro perché sono termini che hanno fatto il loro tempo, il XX secolo. 

Questo partito dovrà lavorare in funzione del benessere dei cittadini (in questo mondo e non nell'aldilà come accade adesso) e dello sviluppo del paese in un contesto internazionale in continuo cambiamento. In sintesi dovrà promuovere l'economia della conoscenza, tout court, senza aggettivi. Poi come i suoi cittadini intendano fare l'amore, sposarsi, convivere, pregare in ginocchio o su un tappeto sarà affar loro.
In caso contrario per il nostro paese si aprono serie prospettive di fare la fine della Jugoslavia. Ve la ricordate vero? (upiv)

Se qualche lettore condivide o non condivide il contenuto di queste poche righe ci scriva. Pubblicheremo la sua lettera.

 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7  Marzo 1997