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Si lavora al convegno internazionale “Rome Energy Meeting 2007” 
Uscita dal nucleare, si allarga il fronte del dubbio 
Autonomia energetica e costi aziendali, vecchi problemi mai risolti

di Paolo Fornaciari  

17.02.07 - Su  “Il Sole 24 Ore” di  mercoledì 14 febbraio, è tutto un plauso e un consenso sulle liberalizzazioni : chi le definisce “un punto cruciale per stimolare la concorrenza e quindi la crescita economica”, “un piano coraggioso e ambizioso”, “di importanza capitale per l’Italia”, “importanti per ristabilire la competitività verso l’estero” e “ una consistente iniezione di concorrenza nei servizi”. Le liberalizzazioni, la concorrenza e il mercato vanno benissimo in molti settori dell’economia e costituiscono indubbiamente un efficace stimolo allo sviluppo. Non altrettanto nel caso dell’energia:  ma quale mercato e quale concorrenza possono esservi infatti, quando, come nel nostro caso, l’80% del costo di generazione elettrica è dovuto a combustibili il cui prezzo, soggetto a “cartello” e non a “mercato”, non è contendibile ed è aumentato del 600% in soli cinque anni? Se poi alla liberalizzazione si aggiunge la scarsa propensione del privato ad investire nella incertezza del numero dei clienti, può intervenire la crisi come è accaduto in California nel 2001. E l’energia e quella elettrica in particolare, è una componente fondamentale dello sviluppo economico e sociale. Non a caso i padri fondatori del sistema elettrico nazionale – ingiustamente definiti i baroni del settore - si erano intelligentemente ripartiti il territorio nazionale in aree di competenza, evitando accuratamente di farsi concorrenza tra di loro. Più che liberalizzare si dovrebbero diversificare le fonti energetiche. Eppure, anche in passato, i ministri Marzano, Matteoli ed oggi Bersani, si sono dichiarati convinti che liberalizzando e privatizzando il settore sarebbe stato possibile ridurre le nostre bollette elettriche, le più alte in tutta Europa. 

Di questi temi hanno discusso a Roma il 12 febbraio, nel corso della presentazione della Conferenza internazionale “Rome Energy Meeting 2007” che si svolgerà nella capitale il prossimo novembre, illustri esponenti del mondo politico e industriale: il ministro agli Esteri, Massimo D’Alema, si è detto preoccupato per l’eccessivo aumento del gas naturale nella produzione di energia elettrica, favorevole al carbone pulito e alle energie rinnovabili, senza escludere il nucleare in futuro ... 

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