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Le due Italie che non vogliono diventare Una di Romano Bracalini 18.10 - Giustino Fortunato, il più obiettivo studioso meridionale, riconosceva che non c’era in Europa “un altro paese in cui, in uno spazio tanto esiguo, il Nord e il Sud esprimessero sistemi di governo così radicalmente opposti; e al tempo stesso-influenzati dai governi - costumi, comportamenti, canoni civili, sistemi di lavoro ed economie tanto diversi”. Nessuno si sarebbe sognato di contraddirlo. Invece, ultimamente, nell’imminenza del 150° anniversario dell’unità,si assiste a un curioso e strampalato fiorir di osceni libelli neoborbonici che, senza alcun presupposto di serietà scientifica, anzi con tutta la parvenza della “patacca”, vorrebbero accreditare la leggenda di un Mezzogiorno ricco e industrializzato prima dell’unità, per far sembrare più insopportabile e frutto di calcolo di interesse la “conquista”. La menzogna è la risorsa dei deboli. Il fatto è che i gonzi abboccano. Non è difficile confutare con dati inoppugnabili un simile impianto di invenzione fantastica. Fu appunto Giustino Fortunato a certificare per primo l’esistenza di due Italie economicamente diverse e moralmente diseguali: “Nessuno immaginava che mezza Italia, poco difforme dalla Turchia, ad essa così prossima, sarebbe stata come un vaso di terracotta accanto a uno di ferro, e che l’altra mezza Italia, dalla Toscana in su, benché divisa da opposte costituzioni, dalla repubblica democratica di Firenze alla potente oligarchia di Venezia, al principato assoluto del Piemonte, dai mille floridi comuni, alle cento splendide Signorie, serba intatto il carattere sociale di un paese essenzialmente omogeneo,la cui connessione si fonda sull’autonomia del Municipio. Al contrario l’Italia meridionale dal Lazio e dagli Abruzzi in giù, attraverso tutte le età, con qualsivoglia forma di governo, soggetta o no allo straniero, rimane immota, come un solo corpo intorno a un centro solo, ora Benevento, ora Napoli, e sempre organizzata feudalmente, anche quando il feudo, politicamente e giuridicamente, tende a sparire”... *Romano Bracalini è autore del libro: “Brandelli d’Italia.150 anni di conflitti Nord-Sud”, in uscita il prossimo 3 novembre Rubbettino editore.
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