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Verona. "Wireless electricity, auto elettriche, solar pond
Un nuovo mondo possibile
"
Casa senza fili, e-mobility, autonomia energetica
Esperimenti di elettricità secondo Tesla

Nella foto i partecipanti al convegno, da sinistra: Marco Tornaghi, Roberto Handwerker,Giovanni Pede, Giovanni Bignami, Bruno Giordano, Pietro Menga, Giuseppe Buja, Franco Bonfante

 

   Video notizia

 

 

16.04 - Si è svolto il 15 aprile scorso il convegno organizzato da Heos Editrice e Gruppo Giordano  sull'auto elettrica e la wireless electricity. Il convegno dal titolo "Wireless electricity, auto elettriche, solar pond - Un nuovo mondo possibile"  ha analizzato quattro scenari concernenti la produzione e l'uso dell'energia elettrica.

Il vicepresidente della regione Veneto, Franco Bonfante, ha dato il là ai lavori sottolineando: "Per affermarsi l’auto elettrica ha bisogno anche di un intervento pubblico che si ponga obiettivi ambiziosi in termini di parco circolante elettrico, accompagnati da pertinenti iniziative di stimolo sia dalla parte della domanda sia dell’offerta".

Subito dopo il convegno è entrato in zona tecnica con il primo intervento.

Marco Tornaghi ha spiegato che cosa è  la tecnologia “solar pond”,  la massa d’acqua artificiale in grado di raccogliere e immagazzinare energia solare. "In affiancamento ai pannelli fotovoltaici sono stati riscoperti - ha sottolineato nel suo intervento - i progetti di Solar Pond (stagni solari) e lo sviluppo di motori non convenzionali a ciclo Stirling per la produzione di energia elettrica dal sole. In queste applicazioni l’energia elettrica viene prodotta utilizzando 2 fonti di energia a temperatura differente: quella ambiente ed una ottenuta da sistemi assorbenti o a concentrazione solare". Quindi ha aggiunto: "La produzione di energia ed il tasso di efficienza di conversione cresce all’aumentare della differenza di temperatura delle 2 sorgenti. La complessità di questi sistemi è superiore alla tecnologia fotovoltaica ma garantisce rendimenti di conversione generalmente superiori al semplice effetto fotoelettrico. La diversificazione delle tecnologie solari e la disponibilità di applicazioni differenti in diversi contesti contribuisce a costruire un’offerta di mercato ampia ed articolata con ricadute concrete sul territorio. Le applicazioni solari termodinamiche alternative ai pannelli fotovoltaici si compongono di apparecchi tecnologici di derivazione dell’industria meccanica ed ottica, campi in cui l’Italia è da almeno 50 anni altamente specializzata e potenzialmente concorrenziale su scala globale. Sulla base degli scenari economici e ambientali attuali - ha concluso - si ritiene che lo sviluppo industriale di queste tecnologie possa rispondere alle esigenze di ecologicità del mondo moderno ma soprattutto costituisca una nicchia di mercato su cui basare il rilancio di alcuni settori dell’Industria Italiana".

E sulle novità  tecnologiche in arrivo che innalzeranno la qualità della vita di ciascuno di noi si è soffermato Bruno Giordano spiegando come sarà la casa senza fili già oggi possibile. Ci saranno sensori "amici" perché non richiederanno sforzo alcuno per la loro attivazione i quali misureranno umidità interna, temperature, luce, qualità dell'aria. E tutto funzionerà senza fili. "I sensori saranno alimentati da celle fotovoltaiche e quindi non avranno bisogno di alimentazione elettrica, né di batterie. che consumeranno 15 volte di meno rispetto a quelli attualmente sul mercato". quindi ha anticipato che dal prossimo anno il Gruppo Giordano metterà in commercio "Milky Way" (Via Lattea), una nuova generazione di sensori che vivranno di vita propria in quanto capaci di auto-produrre l'energia elettrica di cui avranno bisogno per alimentarsi. Interessante poi l'esperimento compiuto in sala, che ha visto accensione e spegnimento di una lampada da tavolo a distanza, tramite un interruttore senza fili che passava da una mano all'altra del pubblico. Immaginiamolo in una casa: lo possiamo mettere dove vogliamo sulla parete preferita, senza l'ossessione di bucare il muro per fare posto ai fili.

Con l'intervento del presidente del Cei-Cives di Milano, Pietro Menga si è entrati nel vivo della nuova mobilità che caratterizzerà tutto il XXI secolo: l'auto elettrica. Menga ha portato numeri e statistiche. Alcuni esempi. Una sola auto elettrica che percorra 200 mila km, alla fine avrà fatto risparmiare alla collettività circa 10 mila euro tra minori costi dovuti al non utilizzo di fonti fossili, guadagno economico per le mancate emissioni di CO2, riduzioni dei costi sanitari legati all'inquinamento da fonti fossili soprattutto gas (anche quello per trazione) e petrolio.
Ora ipotizzando che il parco circolante delle auto elettrica sia pari al 10% di tutti i veicoli oggi circolanti in Italia - ha sottolineato Menga - ci sarebbe un risparmio di almeno 4 miliardi di euro.
Ma non è tutto. "Fino a dieci anni fa l'Italia è stato uno dei paesi al mondo con il maggior numero di veicoli elettrici circolanti, 14 mila furgoni, 35 mila ciclomotori e un migliaio di bus e minibus". Oggi, paradossalmente "è aumentata l'indecisione verso il sostegno dell'auto elettrica nonostante i problemi di inquinamento e il prezzo crescente del petrolio". Ancora una volta il problema è legato alle batterie e al loro prezzo ancora molto elevato. Un problema che assilla l'auto elettrica da quando ha fatto la sua comparsa, nel 1836 molti decenni prima dell'arrivo del rumoroso, puzzolente, inquinante motore termico. Sono passati 180 anni e siamo ancora alle prese con le batterie.
Secondo la Cives la fase di start-up del mercato delle auto elettriche è stimata in sei anni ed è in questo arco di tempo che sono necessari gli incentivi callcolati in circa 6 mila euro per vettura. "Per il nostro Paese - ha concluso Menga - si tratta di fare un investimento di 500 milioni di euro pari a un decimo di quanto l'Italia risparmierebbe ogni anno a mercato consolidato".

Giovanni Pede (Enea) ha sottolineato che vent'anni di sviluppo della tecnologia dell'accumulo elettrico hanno consentito una progressiva riduzione del peso e dell'ingombro della batteria per trazione, riproponendo l'uso dell'auto elettrica come valida alternativa al veicolo convenzionale nell'uso cittadino e extra-urbano. D'altro canto, l'affermazione della tecnologia ibrida come validissima integrazione delle tecnologie elettromeccaniche, elettrochimiche e controllistiche nelle motorizzazioni tradizionali, è testimoniata dai milioni di vetture ibride prodotte da Toyota ed Honda e dalla percezione generale dell'ibrido come versione di classe superiore delle auto di serie.
"Rimangono però, specialmente per l'auto elettrica - ha fatto notare - serie limitazioni alla più ampia diffusione di questi veicoli dovute essenzialmente al costo ancora elevato delle batterie. Alcune tecnologie e modalità d'uso, come ad esempio la ricarica rapida ed il car-sharing, possono aiutarci a superare queste limitazioni".

Giuseppe Buja (Università di Padova) ha quindi illustrato le principali tecnologie che hanno reso possibile lo sviluppo di veicoli elettrici, siano essi puramente elettrici oppure ibridi elettrici oppure ad idrogeno. quindi ha presentato tre veicoli elettrici leggeri realizzati negli ultimi anni presso il Laboratorio di “Sistemi elettrici per l’automazione e la veicolistica” della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova.  Il prof. Buja si è soffermato sulle attività di ricerca e di formazione che hanno contrassegnato le fasi di progetto e di realizzazione dei veicoli. In particolare, ha presentato uno scooter urbano con un sistema di propulsione elettrico formato da un motore ruota e da una batteria agli ioni di litio;  una bicicletta a pedalata assistita elettricamente (in breve bici elettrica) nella quale l’energia elettrica è fornita da una cella a combustibile alimentata da un serbatoio di idrogeno;  una minicar elettrica equipaggiata con un sistema di accumulo misto formato da un accumulatore al piombo e da un banco di supercondensatori.

Il convegno si è chiuso con l'intervento di Roberto Handwerker  che dopo una breve sintesi dell'attività dello scienziato serbo naturalizzato americano, Nikolas Tesla, nei primi anni del XX secolo e ancora "dormiente" è passato alla fase degli esperimenti di trasmissione di potenza elettrica senza fili che hanno catalizzato l'attenzione del pubblico in sala. Handwerker ha presentato l'esperimento dell'accensione di una lampada alogena inservibile in un contesto normale perché "fulminata" posta dentro  una bacinella d'acqua nella quale, per dimostrare la stranezza dell'elettricità di Tesla, ha inserito la mano nella più assoluta normalità. Interessante poi l'esperimento di trasmissione di potenza elettrica che ha fatto muovere una piccola automobilina priva di fili e batterie.  Quali sviluppi pratici possano avere questi esperimenti è ancora presto per dirlo. Un dato però è certo: sulle teorie di Tesla e sui suoi esperimenti condotti nei primi decenni del XX secolo,  si sono accesi nuovamente gli interessi degli scienziati in ogni parte del mondo.

Il convegno è stato condotto dal prof. Giovanni Bignami in qualità di moderatore. Tra un passaggio e l'altro Bignami ha evidenziato la necessità di investire di più nella ricerca e in una migliore organizzazione dell'attività scientifica se si vuole far uscire il nostro paese dalla sua lunghissima crisi, ricordando che l'Italia non è seconda a nessun paese al mondo in scienziati, ricercatori, università e studenti.

Focus del convegno, pertanto, è stato quello di delineare un mondo dove l’elettricità sarà trasmessa  a distanza senza l’utilizzo di cavi elettrici e dove i sensori saranno alimentati da speciali celle fotovoltaiche, da celle Peltier e da azioni meccaniche. Un mondo dove auto elettriche e ibride senza produrre inquinamento viaggeranno silenziose lungo le strade, nelle grandi città come nei piccoli centri urbani.  Si alimenteranno nei condomini, nel garage di casa, o attraverso colonnine per la ricarica architettonicamente inserite nell’arredo urbano.   Il convegno ha avuto il  Patrocinio collaborativo della Regione Veneto, e il patrocinio Enea e Ordine degli ingegneri di Verona.


Relatori

Franco Bonfante, vicepresidente Consiglio Regione Veneto;  Marco Tornaghi direttore tecnico di Thermogea srl  http://www.thermogea.com/  Varese; Ing. Bruno Giordano, Gruppo Giordano http://www.gruppogiordano.com/   – Villabartolomea (Vr);  Pietro Menga presidente Cei Cives - Milano (Commissione italiana veicoli elettrici stradali a batteria, ibridi e a celle a combustibile  http://www.ceiweb.it/CIVES/home.htm : Giovanni Pede responsabile laboratorio veicoli a basso impatto ambientale – Enea ; Giuseppe Buja  Ordinario di convertitori macchine e azionamenti elettrici all’università di Padova;  Roberto Handwerker, Delta Ingegneria http://www.deltaavalon.com   – Busto Arsizio (Va);  Moderatore prof. Giovanni Bignami, presidente del COSPAR, Comitato Mondiale per la Ricerca Spaziale

  

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997