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News
Su Sette, in edicola da giovedì 16 dicembre, il
decreto legislativo
14.12 - Un decreto legislativo uscito dal Consiglio dei ministri il 22 ottobre scorso imporrebbe di affidarsi a tecnici “patentati” per mettere un modem a casa: a rischio di multe salatissime (da 15 a 150 mila euro se si fa da sé). Il mondo del web è in subbuglio e Sette è andato a verificare. “È curioso che da un lato si liberalizzi il wi-fi, ma dall’altro si riproponga l’obbligo per i tecnici di avere le autorizzazioni per installare proprio le reti wi-fi”, dice Fulvio Sarzana, avvocato esperto del settore che ha lavorato per molto tempo anche con l’associazione degli installatori. Il ricorso a tecnici “patentati” per l’allacciamento alla “rete pubblica” è regolamento dal 1992 ma spesso è rimasto inapplicato. Le novità? Multe più salate e ambiguità normative. Il provvedimento è stato fatto per recepire una direttiva comunitaria del 2008, ma “non c’era bisogno di recepire la direttiva europea perché da vent’anni non abbiamo più il concessionario pubblico servizio di telefonia”, sottolinea Sarzana che di questa novità ha un’idea ben precisa, “la norma del 92 è rimasta sulla carta e questo ha fatto arrabbiare chi aveva speso soldi per avere la ‘patente’. Oggi ci sono 1.200 imprese che si occupano solo delle installazioni e che hanno bisogno di lavorare per non chiudere”. Intanto dal ministero dello Sviluppo economico dicono che “le norme valgono solo per i grandi impianti” ma dall’Assotel, associazione degli operai di telefonia e telematica chiariscono che “per collegare alla rete di telefonia un computer non c’è bisogno di chiamare un tecnico ‘patentato’, ma se i pc diventano due allora bisogna far installare l’impianto da uno dei nostri”. L’informatico Stefano Quintarelli, che ha sollevato il caso, avverte “ci sono milioni di persone che dovranno fare i conti con regole incerte nella loro applicazione e discrezionali nella fase dei controlli”.
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