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Attualità - Articoli 2010 |
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Il 5 per mille dell'Enea per la bonifica 29.11 - I Regi Lagni sono un reticolo di canali rettilinei, per lo più artificiali, il cui bacino si estende per un'area di più di 1.000 km quadrati attraversando le province di Caserta, Napoli, Avellino e Benevento e 99 comuni, per un numero di abitanti vicino ai 3 milioni. Sono frutto di un'opera di canalizzazione e bonifica avviata dal viceregno spagnolo nel 1610 per porre fine ad un problema che da secoli attanagliava la “Campania Felix”: le frequenti inondazioni del fiume Clanio che tormentavano le popolazioni locali e impedivano lo sviluppo urbanistico sin dall'epoca pre-romana. Terminata in 6 anni, l'opera, realizzata da architetti di fama, è testimonianza dell'efficienza dei governi vicereale e borbonico. Purtroppo oggi l’intera area è considerata area di disastro ambientale. Ci vorranno tre generazioni per risanare il disastro ambientale causato dagli sversamenti abusivi nei Regi Lagni. La Regione Campania, con la delibera di giunta regionale n. 1344 del 6 agosto 2009, ha stanziato 50 milioni di euro per un piano d'azione di risanamento ambientale e riqualificazione del territorio. L’Enea ha effettuato studi su questa area sin dal 2001, a supporto della pubblica amministrazione centrale e della Procura della Repubblica. Nel 2001 ha presentato i risultati di un’ampia indagine, richiesta dal ministero dell’Ambiente, sui problemi ambientali del Bacino Idrico dei Regi Lagni e sullo stato funzionale degli impianti di depurazione afferenti al canale principale. Nel periodo 2007-2009 l'Enea ha condotto, su incarico della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e in collaborazione con il comando provinciale del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Caserta, attività di consulenza tecnico-scientifica che si è concretizzata nell’analisi del territorio, la redazione di una nuova completa serie di mappe e la caratterizzazione chimico fisica delle acque superficiali e sotterranee del Bacino Idrico dei Regi Lagni in una vasta area delle province di Napoli, Caserta ed in parte Avellino. Inoltre l'ente ha condotto uno studio sullo stato funzionale di cinque grandi impianti di depurazione afferenti al canale principale. Il lavoro, che ha di fatto integrato le attività di altre amministrazioni pubbliche regionali istituzionalmente deputate al controllo del territorio, è stato svolto senza alcun supporto economico esterno (e, pertanto, a totale carico dell’Enea, anche in termini di massiccio impegno di risorse umane). Il provvedimento di sequestro del Depuratore “Area Nolana” ha affidato all’Enea la custodia dell’impianto e la supervisione alla risoluzione delle problematiche fatte emergere nel corso delle indagini svolte negli anni 2008 e 2009. L’intero importo del 5 per mille quindi è destinato a finanziare un progetto che darà un contributo alla ricerca di una soluzione ad uno dei problemi da affrontare nell’ampio contesto della bonifica dei Regi Lagni. L’esperienza acquisita sui cinque grandi impianti di depurazione (6 milioni di abitanti) ha messo in luce una serie di problematiche comuni che, a tutt’oggi irrisolte, hanno messo in crisi il sistema di trattamento degli scarichi nell’intero bacino idrico. La “crisi delle discariche” si riflette oggi in maniera drammatica sui depuratori. I materiali solidi che si estraggono dall’acqua (sabbie, fanghi ecc.) nel processo di depurazione devono essere trattati con approcci diversi da quanto fatto fin ora, affrontando la sostenibilità del ciclo di trattamento. info www.enea.it
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