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L'unione europea: "Basta deroghe"
Rischio arsenico da rubinetti
Interessati 128 comuni distribuiti tra Lazio, Campania, Lombardia, Toscana, Trentino Alto-Adige e Umbria

23.11 - Rubinetti e arsenico:  l'Unione europea ha detto no ad ulteriori deroghe. Sarà abolita la deroga che portava a 50 milligrammi per litro la concentrazione massima di arsenico nelle acque destinate al consumo. Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio a margine del suo intervento al V Forum Risk management in Sanità sottolineando che il ministero sta preparando la necessaria comunicazione da inviare alle regioni. L'ordinanza di deroga era stata fatta, ha riferito il ministro all'Ansa, "perché si prevedeva che non ci fosse alcun parere negativo da parte della Comunità europea". Il limite, ha ancora ricordato il ministro, era fissato a 10 milligrammi per litro e l'ordinanza lo aveva portato a 50, ora la Comunità europea indica l'opportunità di non superare i 20 milligrammi.

Il rischio acqua all'arsenico nei rubinetti coinvolge 128 comuni italiani su un totale di circa 8.100 amministrazioni. La qualità delle forniture è finita nel mirino di Bruxelles in quanto numerosi Comuni sono nell'impossibilità di rispettare i parametri europei per quanto riguarda la presenza di alcune sostanze, nelle acque destinate al consumo, come arsenico, floruro e borio.

La Commissione europea ha infatti accolto solo parzialmente la richiesta dell'Italia di poter beneficiare di una terza deroga per permettere alle aree ancora in difficoltà di avere più tempo a disposizione per rispettare i parametri imposti dalla direttiva Ue del 1998 sulla sicurezza delle acque destinate al consumo.

Si tratta, secondo da quanto anticipato in una inchiesta pubblicata sul quotidiano ecologista Terra, di numerosi comuni situati soprattutto nel Lazio, ma anche in Campania, Lombardia, Toscana, Trentino Alto-Adige e Umbria.

"I 128 comuni con un tasso troppo alto di arsenico nell'acqua non sono un problema che si può risolvere con un colpo di mano burocratico", afferma all'Ansa il senatore Franco Bruno di Alleanza per l'Italia, componente della Commissione Territorio, ambiente e beni ambientali, annunciando un'interrogazione parlamentare al ministero della Salute. In particolare per quanto riguarda l'arsenico, scrive la Commissione Ue, "occorre autorizzare unicamente deroghe per valori di arsenico fino a 20 microgrammi al litro".Nel documento si legge tra l'altro: "Le prove scientifiche nei documenti indicati in riferimento negli orientamenti dell'Organizzazione mondiale della sanità, e nel parere del Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali, consentono deroghe temporanee fino a 20 microgrammi il litro, mentre valori di 30, 40, 50 microgrammi il litro determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro".

 Tuttavia anche le deroghe autorizzate dovranno rispettare alcuni imperativi. In primo luogo, per quanto riguarda il consumo di acqua potabile da parte dei neonati e dei bambini fino all'età di tre anni, l'Italia deve assicurare che la fornitura di acqua rispetti i valori dei parametri della direttiva Ue. Inoltre, le autorità italiane devono informare gli utenti sulle modalità per ridurre i rischi legati all'acqua potabile per la quale è stata concessa la deroga, in particolare per quanto riguardi i neonati e i bambini fino a tre anni. L'Italia dovrà poi effettuare un monitoraggio dei parametri interessati, mettere in atto piani d'azione correttivi e dal 2011 presentare una relazione annuale sui progressi realizzati.

 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997