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Procreazione: riprende lo scontro
sulla legge n. 40

Il Tribunale di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità
sulla fecondazione eterologa

6.10 - La notizia: la prima sezione del Tribunale civile di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla norma della legge sulla fecondazione artificiale (legge 40) con la quale si vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa, con ovuli o seme donati da persone esterne alla coppia. La notizia è stata divulgata dagli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, che assistono i coniugi che hanno presentato la richiesta. L'uomo soffre di mancanza di spermatozoi causata da terapie fatte in adolescenza. Il fatto: torna quindi alla Corte Costituzionale la legge 40 sulla fecondazione assistita.

E' il secondo rinvio alla Consulta sulla legge 40, sempre del Tribunale di Firenze. il primo avvenne due anni fa. A quel tempo il tribunale di Firenze si rivolse ai giudici costituzionali i quali accolsero il rilievo eliminando l'obbligo di produzione di soli tre embrioni in ogni ciclo di fecondazione, l'obbligo del loro contemporaneo impianto, e annullando anche il divieto di congelamento degli embrioni in sovrannumero.

Adesso invece, con questa iniziativa, per la prima volta, un giudice ordinario ritiene costituzionalmente illegittimo il divieto di procreazione assistita di tipo eterologo, perciò sospende il processo, e rimette gli atti alla Corte. La coppia, dopo essere stata in cura in Svizzera e in altri centri stranieri, senza alcun risultato, si è rivolta all'Associazione Luca Coscioni. Il loro obiettivo è quello di poter effettuare le cure in Italia.

Le reazioni non si sono fatte attendere. La prima è quella ideoreligiosa del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, per la quale contro la legge 40 c'è un attacco da parte di alcuni tribunali. La Roccella sbaglia. Dovrebbe dire più correttamente che un uomo e una donna che vogliono avere un figlio si sono rivolti a un avvocato e quest'ultimo al tribunale. La Roccella ha tirato in ballo pure il recente voto referendario sulla procreazione. Qui c'è da vergognarsi. Quel voto fu drogato da una iniqua campagna propagandistica degna della miglior ex Urss di brezneviana memoria.

Alla Roccella ha risposto Ignazio Marino (PD) Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale che all'Ansa ha detto: "Vorrei suggerire al sottosegretario Roccella, che teme il ritorno al Far West, che la confusione regna nei centri per la riproduzione assistita e tra le coppie, che infatti vanno all'estero per essere assistite. Se il sottosegretario Roccella fosse più lungimirante si renderebbe conto da sola dei danni che la legge ha causato e proverebbe a porvi qualche rimedio". Quindi ha concluso: "Se la politica è cieca e sorda, oppure in malafede va da sé che i cittadini si rivolgano ai tribunali e che si richieda anche il giudizio della Corte Costituzionale".

Intanto cresce sempre di più il numero delle coppie in Europa che viaggiano oltre confine per avere un figlio tramite procreazione medicalmente assistita. Secondo la Società europea di Riproduzione umana ed Embriologia, riunita per il Forum europeo sulla salute di Gastein, sono 30 mila le coppie coinvolte ogni anno in questo turismo della provetta, di cui il 32% sono italiane. Secondo l'associazione a spingere le coppie a questa scelta di emigrazione sono da un lato le restrizioni di carattere legislativo, insieme alle politiche di rimborso dei trattamenti, molto restrittivi, e all'impossibilità di avere alcune cure in patria. Dai dati presentati emerge inoltre che in molti stati europei i bambini nati dalla provetta sono il 2-5%, mentre le coppie che si rivolgono a un medico per avere un aiuto sono uno su sei. "Stimiamo che siano 30 mila le coppie che si muovono ogni anno in Europa - ha detto all'Ansa Luca Gianaroli, presidente della società". Quindi ha aggiunto: "Abbiamo rilevato una crescita di questo fenomeno. Del resto sono anche aumentati i cicli di procreazione assistita fatti in Europa: nel 2006 sono stati 494 mila contro i 203 mila del 1996".
(red)

 

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Autorizzazione Tribunale di Verona n°1258 - 7 Marzo 1997