La casa
e l'energia rinnovabile.
Il tuo consulente
risponde
>>
|
I nostri prodotti |
| Libri |
|
in omaggio |
| di Giuseppe Fortunati |
|
Narnia e Narni |
| Gadget |
|
Info
commerciali |
![]() |
![]() |
|
Attualità 2009 |
|
Abbonati ora al settimanale in pdf Heos.it € 17,00 /anno >>> |
|
Indagine Espad (European school project on alcohol and other
drugs) 28.03.09 - I sedicenni italiani si collocano al quarto posto della poco invidiabile classifica dei centomila giovani europei che fanno uso di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica. Sono il 10 per cento. È uno dei risultati dell’Espad (European school project on alcohol and other drugs), il progetto di indagini scolastiche su alcol e altre droghe, tra studenti europei di età compresa tra 15 e 16 anni. La raccolta dei dati, avvenuta nel 2007, ha coinvolto 35 paesi; per l’Italia è stata condotta dall’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa su un campione di circa 10 mila studenti. I paesi nei quali con più frequenza si consumano psicofarmaci sono Polonia, Lituania e Francia-Principato di Monaco – dove circa il 15 per cento degli studenti ha dichiarato di aver assunto tali sostanze – mentre i livelli più bassi si registrano in Armenia, Austria, Russia e Regno Unito (0-2%). In media, negli otto paesi in cima alla classifica il numero di ragazze che dichiara di assumere tali sostanze senza prescrizione medica è superiore a quello dei maschi (8% contro 5%) e in Italia la percentuale femminile è pari al doppio di quella maschile (13% vs. 7%). Nel nostro Paese la tendenza generale registrata dall’Ifc-Cnr è in aumento rispetto alla precedente indagine del 2003 e sta tornando al livello massimo registrato a metà anni ’90: 11% nel 1995, 7% nel 1999, 6 % nel 2003 e 10% nel 2007. In aggiunta alla tendenza all’assunzione di sostanze farmaceutiche si registra anche il consumo di alcolici associato ai farmaci per “sballare”, dichiarato dal 6% degli studenti a livello internazionale e dal 4% di quelli italiani. Il paese in cima alla classifica del consumo di questo mix è la Repubblica ceca (18%), mentre i livelli più bassi si osservano in Armenia e in Ucraina (1%).
Articolo completo in abbonamento al settimanale Heos.it
|
|
|
|
|