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Attualità 2009 |
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Progetto europeo SmartCell 14.02.09 - Dalle piante una nuova classe di prodotti farmaceutici. È l’obiettivo a cui si sta lavorando con il progetto SmartCell, finanziato dall’Unione europea con ben 6 miliardi di euro. Al progetto sta lavorando un consorzio costituito da 18 partner provenienti da Unione Europea, Svizzera e Stati Uniti. Tra i partner ci sono quattordici istituti di ricerca d’eccellenza e università, due piccole e medie imprese e due importanti imprese industriali. Si stima che, solo nel 2004, un quarto di tutti i farmaci prescritti nei paesi industrializzati contenesse preparati di origine vegetale. Tra i farmaci più conosciuti che contengono sostanze in prevalenza provenienti dalle piante figurano la morfina, la codeina, il chinino e la digitossina. Fino ad oggi non è stato possibile produrre sostituti di origine sintetica con la stessa efficacia e la stessa specificità farmacologica. LE PIANTE VIVENTI PRODUCONO un’ampia gamma di “metaboliti secondari”, composti che favoriscono l’adattamento della pianta al suo ambiente. Questi metaboliti secondari (per esempio la resina) vengono prodotti in minime quantità in un arco di tempo prolungato, che nel caso degli alberi può durare anche alcuni anni. Queste sostanze, a volte considerate prodotti di scarto del metabolismo della pianta, rivestono un ruolo fondamentale sotto il profilo farmacologico. La maggior parte dei metaboliti secondari (chiamati anche fitofarmaceutici) vengono attualmente isolati da piante viventi intere a causa della difficoltà e dei costi elevati della loro sintesi chimica. Tuttavia, la biosintesi, è un processo complesso caratterizzato da un ...
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