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Uno studio UE apre le porte a novità nel settore biocarburanti
14.02.09 - Un team internazionale di scienziati ha fornito in formazioni importantissime sulla genetica fondamentale del Postia placenta, un fungo del marciume bruno conosciuto per la sua capacità di degradare efficacemente la cellulosa, un componente strutturale delle cellule delle piante. I risultati, pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), sono il frutto del progetto Biorenew (“Biotecnologia bianca per prodotti a valore aggiunto a partire da polimeri delle piante: Creazione di biocatalizzatori su misura e di nuovi bioprocessi industriali”), finanziato con 9,5 milioni euro dall’UE. La lignocellulosa, una combinazione di zuccheri della cellulosa e lignina, aiuta a mantenere la struttura delle pareti delle cellule delle piante. Il composto agisce come una vera e propria impalcatura per la pianta, tenendo i gambi rigidi e robusti attraverso un reticolo di cellulosa, emicellulosa e lignina. La forza della lignocellulosa è importante per le piante, ma è fastidiosa perché costa ai produttori di biocarburanti. PER CREARE BIOCARBURANTI le piante devono essere scomposte in zuccheri, che possono essere fermentati in etanolo, il quale può essere usato come carburante per il trasporto. Ma siccome gli zuccheri sono legati così saldamente all’interno del complesso della lignocellulosa, la loro estrazione è difficoltosa e rappresenta un grandissimo inconveniente per l’industria. La ricerca si è finora concentrata sui modi di lavorare la lignina, separando la cellulosa e scomponendola in zuccheri semplici e ...
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