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Attualità - Articoli 2008 |
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Napoli. Si studia il sottosuolo dei
Campi Flegrei
13.12.08 - Una perforazione profonda quattro chilometri per raggiungere liquidi geotermici ad alta temperatura, fino a 500 gradi centigradi, utilizzabili per produrre energia elettrica e riscaldamento domestico, ma anche per capire i meccanismi di funzionamento di uno dei vulcani attivi più temibili d’Europa: la caldera dei Campi Flegrei, a ridosso di Napoli. Il progetto è stato presentato dall’INGV a Poznan ai margini della conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, che fra i suoi tanti temi in discussione ha anche quello del più intenso sfruttamento delle energie rinnovabili. «Tra di esse, oltre alle più citate energie eoliche e solari, ci sono senz’altro anche quelle geotermiche che consistono nello sfruttamento del calore interno della Terra – ricorda Enzo Boschi, presidente dell’INGV nell’illustrare i dettagli dell’innovativo programma. Ciò che ci proponiamo di fare è di cogliere contemporaneamente due opportunità offerte dall’area dei Campi Flegrei: una migliore conoscenza del suo sistema di alimentazione magmatico e dell’interazione fra il magma e gli acquiferi profondi dell’apparato vulcanico e uno sfruttamento pratico di una parte dell’energia in esso immagazzinata»...
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