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Attualità - Articoli 2008 |
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L’Ingv consulente europeo per
scovare le aree di stoccaggio 13.12.08 - L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è stato chiamato come organo di consulenza scientifico per individuare le zone in cui la CO2 separata dalle emissioni di impianti elettrici a carbone può essere iniettata all’interno di siti geologici profondi, inoltre l’INGV sta revisionando la direttiva europea CCS insieme al Ministero dell’Ambiente. L’Istituto in sostanza è uno degli attori principali nell’applicazione in Italia della tecnica di cattura e stoccaggio di CO2 (CCS) in collaborazione con l’ENEL, l’ENI ed altre compagnie elettriche ed operatori di stoccaggio. ¦ Sono già stati individuati diversi serbatoi naturali chiamati dai geologi acquiferi salini profondi situati tra gli 800 e i 3.000 metri. Essi si trovano prevalentemente nell’Adriatico settentrionale, di fronte alle coste del Veneto, nell’Adriatico Meridionale a largo di Brindisi e nel medio Tirreno di fronte a Civitavecchia. Anche nell’entroterra, soprattutto lungo la Fossa Bradanica i potenziali siti di stoccaggio raggiungono le migliaia di tonnellate di CO2. Il quadro degli interventi operativi nell’ambito della piattaforma europea Zero Emission Platform che prevede il primo esperimento pilota di separazione della CO2 da un’unità della centrale a carbone di Brindisi, inizierà l’anno prossimo. L’esperimento è stato illustrato dal responsabile Ambiente dell’Enel, Giuseppe Montesano, ai margini ...
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