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Attualità - Articoli 2008 |
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In sette anni si è registrato un aumento del 1.000% e la
libbra 29.11.08 - Analizzate da agenzie specializzate le recenti tensioni sul mercato mondiale dell’uranio e le sue conseguenze sul prezzo dell’elettricità e sulla posizione italiana rispetto al programma nucleare. Anche se i prezzi di petrolio e gas sono scesi di nuovo a livelli molto bassi, spinti dal timore della recessione, imprese e cittadini verificano ogni giorno quanto i carburanti fossili siano risorse sempre più costose e inquinanti. Per molti economisti, questa febbre dei prezzi dei carburanti è stata salutare, in quando ha contribuito a riaccendere anche l’interesse nei confronti delle fonti rinnovabili di energia: solare, eolico, geotermico. IN ITALIA È STATA L’OCCASIONE per riaprire il dibattito
sul nucleare, bandito forzatamente dopo il referendum del 1987 voluto da Battino
Craxi e Giulio Andreotti. Referendum che non prevedeva l’abbandono del
nucleare ma solo il divieto di un trattamento fiscale di favore per i comuni
ospitanti una centrale. Per il governo italiano oggi l’energia dal nucleare
costituisce l’unica alternativa immediatamente percorribile per sostituire a
basso costo l’energia fossile e nello stesso tempo rispettare gli accordi di
Kyoto tagliando le emissioni di CO2 dovute in gran parte ai fumi delle numerose
centrali elettriche ...
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