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Attualità - Articoli 2008 |
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Università, tra tagli e doveri 22.11.08 - La sensazione è che anche questa volta stiamo assistendo all’ennesimo e vuoto tentativo “gridato” di ammodernare, sburocratizzare, liberare dai favoritismi l’università italiana. Nei dibattiti televisivi che si susseguono, quello che ci lascia di sale è il linguaggio standardizzato usato dai giovani a capo dei vari movimenti, ogni volta che hanno la possibilità di intervenire. Non fanno altro che ribadire i concetti strafritti di maggioranza e opposizione. E lo fanno con lo stesso linguaggio vecchio, denso di retorica che si blocca quando si deve decidere cosa fare, ossia quali università chiudere e quali famiglie (padre, madre,figlio, suocero, nipote, cugino, ecc.) di baroni mandare a casa, invitandoli a cambiare mestiere. Ecco perché è una battaglia persa in partenza: è condotta da giovani-vecchi. Ricapitolando. Per non perdere voti questo governo vara un provvedimento dove i tagli sono generalizzati. Poi fa retromarcia. Propone tagli selettivi ma resta sempre nel vago. La domanda di fondo quindi resta: chi manderà a casa professori e ricercatori che occupano facoltà dove ...
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