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Attualità - Articoli 2008 |
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Scarafaggio specialista 15.11.08 - L’imprevedibilità nelle direzioni di fuga dell’animale sotto attacco in realtà risponde a traiettorie preferenziali. Lo dimostra uno studio sulla Periplaneta americana condotto da un gruppo di ricercatori tra cui Paolo Domenici dell’Iamc-Cnr, pubblicato su Current Biology. Che direzione dovremmo prendere per sfuggire agli attacchi di un predatore che potremmo incontrare nuovamente? Scappare nella direzione opposta potrebbe sembrare la soluzione ottimale. Però questo comportamento, a lungo andare, diventerebbe prevedibile e dunque potrebbe agevolare il predatore stesso. Non sarebbe allora meglio fuggire in direzioni casuali, per generare la massima imprevedibilità? Certo, ma solo a patto di escludere quella che porta verso il predatore. FINO A OGGI NON ERA CHIARO come gli animali risolvessero questo problema di vitale importanza. Si immaginava che le prede scappassero con un’alta variabilità nella direzione di fuga, senza che però i meccanismi alla base di questa imprevedibilità fossero stati chiariti. Una risposta arriva ora da un gruppo di ricercatori tra i quali Paolo Domenici dell’Istituto per l’ambiente marino e costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Oristano (Iamc-Cnr), che ha condotto una ricerca in collaborazione con Jonathan Bacon e David Booth della University of Sussex, e Jonathan Blagburn della Universidad de Puerto Rico. Lo studio è stato condotto su un vertebrato terrestre, una delle specie più studiate al mondo, a livello fisiologico, ecologico e comportamentale per la …
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