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Attualità - Articoli 2008 |
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Si allunga il precariato per i ricercatori 08.11.08 - L’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche ha partecipato allo svolgimento di una indagine europea sui ricercatori che operano nelle scienze della vita, un campo con un ruolo chiave in settori considerati di grande importanza per lo sviluppo delle scienze tout court, per la crescita economica e per gli sviluppi industriali. Un settore che ha visto aumentare in tutti i paesi europei sia l’occupazione sia il numero di progetti di ricerca. «L’ANALISI SI È FOCALIZZATA su un target “alto” - spiega Sveva Avveduto dell’Irpps-Cnr che, insieme a Maria Carolina Brandi e Manuela Bussola ha condotto l’indagine - su una fascia di ricercatori esperti, selezionati in base ad una eccellente produttività scientifica e tecnologica, misurata dal numero di citazioni (database delle citazioni ISI-Thomson) e dal numero di brevetti (database dei Brevetti Europei EPO) al fine di prendere in considerazione tutto lo spettro di questioni inerenti alla formazione e alla carriera, e consentendo di analizzare la loro evoluzione nel tempo». I dati dell’indagine indicano che la maggioranza degli intervistati, il 37,9%, è compresa tra i 40 ed i 49 anni di età e che gli uomini sono in larga maggioranza (73,6%). Minima la percentuale dei ricercatori impiegati nelle imprese (1,4%), bassa anche quella nel privato “non profit” (3,9%) mentre è largamente prevalente il numero di coloro che lavorano nell’università (71,9%) e in Enti pubblici di ricerca (19,9%)...
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