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Attualità - Articoli 2008 |
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11.10.08 - I cambiamenti climatici stanno causando nelle acque marine del continente europeo (ma anche nel resto del mondo) una serie di effetti a catena che riguardano: l’erosione costiera, il rischio di inondazioni, il cambiamento di abitudini della vita marina e della pesca. Questo quadro di preoccupanti scenari - alla definizione del quale ha contribuito in maniera determinante un settore di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il Gruppo nazionale di oceanografia operativa (Gnoo) diretto da Nadia Pinardi - è stato delineato con ricchezza di particolari nell’ultimo rapporto “Impacts of Europe’s changing climate”, compilato da European Commission, European Environment Agency e World Health Organization Union. Uno dei punti di partenza dell’analisi sugli ecosistemi marini, riguarda il tasso di aumento del livello delle acque rilevato dai satelliti artificiali che risulta giunto alla media di 3,1 mm l’anno, con una crescita di ben 1,3 mm rispetto alla media calcolata sul secolo scorso. QUESTO INCREMENTO non risulta egualmente distribuito su tutti gli oceani della Terra, ma varia da zona a zona in funzione delle correnti oceaniche e dei variabili effetti della gravità. Nei mari europei, l’incremento del livello è più marcato che altrove, a causa dell’accelerato scioglimento della coltre nevosa e dei ghiacciai della Groenlandia. Di conseguenza è legittimo temere per l’Europa un maggiore impatto negativo. In particolare gli scenari elaborati per prevedere quali potrebbero essere le conseguenze di questo fenomeno indicano l’aggravarsi delle inondazioni in coincidenza dei cicloni, una più marcata esposizione delle coste all’azione erosiva …
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