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Attualità - Articoli 2008 |
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Lettera Aperta ai Membri delle Commissioni di Concorso Universitarie da
parte
Caro
commissario ti scrivo … Egregio Commissario 13.09.08 - L 'AIR – Associazione Italiana per la Ricerca – Le scrive per cercare di sensibilizzarLa su un problema di cui si stanno occupando da tempo le più illustri e note personalità italiane: quello della meritocrazia. In un momento storico in cui da più parti, sociali, industriali e politiche, si riconosce pubblicamente la necessità di introdurre meritocrazia e competenza nel sistema universitario italiano, e di conseguenza in quello produttivo, l'AIR è convinta che Lei possa fare qualcosa di concreto al riguardo. Contrariamente a quanto viene spesso sostenuto, anche da fonti di prestigio, la nostra Associazione è convinta che l'introduzione della meritocrazia nell'università italiana non debba necessariamente passare da nuove regole di reclutamento. Basterà semplicemente applicare quelle esistenti.In altre parole, al momento della valutazione dei candidati, caro Commissario, Lei avrà il coraggio, l'onestà intellettuale e la rettitudine morale di promuovere il concorrente più meritevole? Non solo cio' è logico e giusto, ma soprattutto è coerente con la missione dell'Università: portare l'asticella della conoscenza sempre un po' più in alto, forgiando generazioni di docenti ognuna delle quali sia migliore della precedente. Purtroppo accade di frequente che i docenti universitari riproducano se stessi, e, dispiace constatarlo, al ribasso. Questo porta al rischio che le nuove generazioni di docenti siano in media meno preparate di quelle precedenti, perché ai criteri di valutazione dell'eccellenza dei candidati si sono sostituite progressivamente considerazioni di parentela, convenienza, amicizia, accordi e favori incrociati, senza dimenticare distorte visioni di pretesa pianificazione per settori disciplinari. Il risultato di questo stato di cose è che molti bravi e motivati giovani preferiscono andare all'estero, lasciando campo libero ai più "pazienti", ovvero a chi è interessato al "posto di lavoro" più che a realizzare un reale avanzamento nella conoscenza. Di questo fenomeno stanno già cominciando a fare le spese gli studenti, la cui preparazione è in costante declino da vari anni, ed in poco tempo questo scompenso si trasferirà in modo permanente in tutti i gangli nevralgici della società italiana. Perciò, egregio Commissario, mentre valuterà le prove di esame dei candidati, La esortiamo ad ascoltare la Sua coscienza. Non è necessario cambiare lo stato giuridico dei docenti per migliorarne la qualità. Può essere Lei, facendo semplicemente il Suo dovere, ad introdurre realmente la meritocrazia in Università. Non si faccia sfuggire questa occasione. Bologna www.associazionericerca.it
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