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Attualità - Articoli 2008
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Piegare
l’asse del male con la “curva J” 02.02.08 - «Le sanzioni sono controproducenti perché i dittatori vogliono l’isolamento. L’Occidente può garantire una transizione stabile solo promuovendo l’apertura», spiega l’esperto di political risk management Ian Bremmer. Il collasso di regimi autoritari dotati di armi atomiche, come Pakistan, Cina e Russia, o bene avviati sulla stessa strada, come Corea del Nord e Iran, sarebbe una minaccia per tutti, in un mondo interconnesso e percorso da terroristi internazionali come il nostro. Il caos in paesi autoritari, ma dotati delle risorse naturali indispensabili a far funzionare l’economia, come l’Arabia Saudita, rischierebbe di precipitare l’intero pianeta nella recessione. È per questo, scrive l’esperto di political risk management Ian Bremmer nel suo La curva J. La bussola per capire la politica internazionale (Università Bocconi editore, 2008, 360 pagine, 30 euro), che l’Occidente deve fare di tutto per garantire, a questi, come a molti altri paesi, una transizione ordinata da una stabilità basata sulla chiusura e l’autoritarismo a una stabilità basata sull’apertura all’esterno e la libertà politica ...
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