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Lucania, dal Cnr sviluppate nuove metodologie di ricerca: un riferimento 
per i Paesi del Mediterraneo 

L’occhio istruito del "sat" cattura i siti archeologici profondi 

24.02.07 - La nuova modalità di approccio, basata sull’impiego di tecniche di elaborazione di dati satellitari, ha consentito a questo gruppo di ricercatori del Cnr di individuare per la prima volta tracce di strutture sepolte appartenenti a villaggi medievali abbandonati dell’Italia meridionale. Con l’ausilio dei sensori di nuova generazione, come quelli utilizzati su QuickBird, il satellite di Google Earth, è stato possibile identificare anomalie del terreno, che hanno consentito la scoperta di un insediamento medievale a Monte Irsi, ai confini tra Basilicata e Puglia. 

“I dati resi disponibili dal satellite - dice Rosa Lasaponara dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr   - offrono possibilità di elaborazione maggiori rispetto alle tradizionali foto aeree. La presenza di strutture sepolte nel sottosuolo modifica le proprietà di superficie, ossia la crescita della vegetazione, i valori di umidità del suolo, l’altimetria del terreno. producendo così tracce non sempre visibili dall’occhio umano e neanche da foto aeree, ma rilevabili solo grazie alla disponibilità di dati multispettrali, ossia acquisiti in differenti bande dello spettro elettromagnetico”. Quindi aggiunge: “La visibilità di tali tracce è stata poi enfatizzata mediante analisi statistiche in grado di accentuare il contrasto tra le superfici sovrastanti le strutture sepolte e quelle circostanti”. 

 La scoperta di Monte Irsi non è l’unico successo ottenuto dagli scienziati del Cnr. “Anche nella zona di Monte Serico, in Basilicata - interviene Nicola Masini, ricercatore dell’Ibam-Cnr, l’Istituto per i beni archeologici e monumentali (direttore prof. Francesco D’Andria) - siamo riusciti a ricostruire la forma urbis di un villaggio medievale, già scoperto da noi nel 1995 con l’ausilio di immagini aeree ... 

 

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